Alison Willets giace in un letto d’ospedale.
Può vedere, sentire, persino comunicare con un lieve sbattere di palpebre, ma la sua vita dipende dalle macchine a cui è attaccata.
Chi l’ha ridotta così è un killer spietato, che uccide le sue vittime con un’abile pressione delle dita sull’arteria vertebrale.
Tre ragazze sono già morte e, per l’ispettore Tom Thorne, se Alison è viva significa che nella procedura del killer qualcosa è andato storto.
Finché non scopre l’agghiacciante verità: non è lei l’errore, ma le tre vittime precedenti.
giovedì, 27 gennaio 2005
venerdì, 21 gennaio 2005
Ieri sera, al TG2, momento delle previsioni del tempo.
Si sente quell’aria elettricamente carica che trasuda dai suddetti previsori che finalmente hanno qualcosa di succoso da dire visto l’avvento del tempaccio.
Rimango basito quando il previsore di cui sopra inizia il suo intervento con “Abbiamo consultato il nostro CERVELLONE“
Questa si chiama evoluzione, il mio capo, 8 anni fa, lo chiamava “il bamboccio“.
Eymerich inciampò per la terza o quarta volta.
La luce della luna, di per sè fioca, era resa intermittente dalle nubi che correvano veloci, trasportate da folate di vento impetuoso.
Avrebbe dovuto fare come padre Gallus, che con la sinistra teneva la tonaca da domenicano sollevata sulle gambe magre, mentre con la destra si reggeva al bastone.
Ma Eymerich giudicava quella postura troppo femminile, e sconveniente per la sua dignità.
Preferiva quindi continuare a inciampare sulle pietre aguzze della collina anche se i suoi piedi erano ormai tutti una piaga.
“Tra breve ci imbatteremo in qualche sentinella del Crudele” sussurrò, anche per vincere il proprio nervosismo.
“Lasciate parlare me”.
mercoledì, 19 gennaio 2005
Ci si lamenta sempre.
Ci si lamenta del fatto che hanno chiuso le porte della Rai a Paolo Rossi, a Luttazzi, a Hendel.
Poi uno capisce che è solo un naturale avvicendamento.
Adesso abbiamo Buttiglione e Sirchia.
Di Berlusconi non diciamo nulla. Si commenta benissimo da solo.
[applausi]
domenica, 16 gennaio 2005
Un thriller dove il mondo virtuale delle chat, diventa reale: reale coem l’angoscia di essere perseguitati, reale come la paura di morire.
Un romanzo che affronta il mondo di internet, virtù e pericoli, ipocrisie e risorse.
Una storia d’amore e sesso insolita e morbosa tra due giovani che cercano di riempire il vuoto del reale con il virtuale.
Dopo tutto chi mette in discussione il telefono se riceve uno scherzo telefonico?
(ndDax: credo che l’autrice non abbia mai chattato oppure sia dovuta scendere a compromessi perché capisse pure chi non ha mai usato una chat. Fuori da ogni logica, sfiora la presa per il culo. Non avrà altri soldi miei.)




























