Nell’anno di grazia 1935, quello della guerra d’Abissinia, Michilino è un “picciliddro”. Figlio della Lupa, fascista perfetto, arruolato nella milizia di Cristo grazie a prima comunione e cresima, il bambino si cerca a tentoni tra un padre che si “ringalluzza con la creata di casa” e una madre che si dà alla “penetrante conversazione” con un prete. Il professore Gorgerino, pedofilo e capo dell’opera nazionale balilla, lo introduce alla ginnastica degli spartani brutalizzandolo per festeggiare di volta in volta la presa di Macallè, di Tacazzè, Axum. Ed è proprio durante i festeggiamenti per la presa di Macallè che il bambino dall’infanzia manomessa decide di farsi vendicatore, trasformandosi in un pluriomicida soldato della milizia del Duce e di Cristo.
La presa di Macallè è un romanzo dai toni crudi, caratterizzato da una trama e da personaggi volutamente esagerati. La narrazione stilisticamente impeccabile, avanza piacevolmente, servendosi dell’ormai caratteristico linguaggio creato dallo scrittore siciliano in cui si confondono sapientemente termini italiani e dialettali. Con questa parabola grottesca, sospesa tra tragedia e comicità, Andrea Camilleri realizza lo spaccato di un’epoca ma soprattutto attua un’accorata denuncia della violenza bruta, delle passioni fini a se stesse, degli ideali distorti che hanno il potere di corrompere l’innocenza fino a un punto di non ritorno.
domenica, 27 febbraio 2005
giovedì, 24 febbraio 2005
Cara, attenta a dove metti i piedi. Dopo che hai cucinato, per pulire, ho dovuto passare il napalm in cucina.
Il colonnello John Smith, medico ricercatore, è a Venezia per una missione segreta.
Il partner russo con cui deve incontrarsi viene ucciso al momento dell’incontro.
L’informazione agghiacciante è che qualcuno – qualcuno molto potente – sta per far uscire dalla Russia un campione di virus del vaiolo.
Un virus micidiale che può scatenare un’epidemia di proporzioni catastrofiche.
Inizia, in tutto il mondo, la lotta contro il tempo…
giovedì, 17 febbraio 2005
Sto aggiornando alla nuova versione di WordPress.
Se vedete cose incomplete o malfunzionanti oppure non riuscite a leggere neppure questo, significa che ci sto lavorando :)
Si deve avere pazienza…
Update del 20 febbraio…
E’ stato un po’ un casino:
- Mi son dovuto ripassare a manina tutti i post (ed i commenti, fortunatamente, sono pochi :) sostituendo le accentate per via del passaggio da ISO-8859-15 a UTF-8
- Non funzionavano più la lettura e l’inserimento dei commenti nel mio template. Ho dovuto prendere il nuovo codice e tradurlo di nuovo.
- Molti plugin non funzionano con la vecchia versione. Spulciando in giro per trovare la nuova versione del plugin mi sono pure imbattuto in uno che lo aggiornerebbe solo se glielo chiedessimo a gran voce (a questo punto penso di poterne fare a meno).
- Adesso che l’ho domata credo che sia davvero un bel pezzo di software.
Dovrei aver finito :)
Terzani arrivò in Vietnam nel 1972.
Vide e visse l’inferno di quei giorni e consegnò la propria esperienza di testimone della guerra al diario che l’anno dopo apparve col titolo “Pelle di leopardo”.
Ritornò in Vietnam nel 1975 e fu uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni della liberazione di Saigon.
In “Giai Phong!”, pubblicato nel 1976, riferì i retroscena diplomatici e di guerra di quei mesi febbrili.
I due libri, raccolti in un solo volume, descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti di una guerra che fu il mito e l’emblema di una generazione, ma anche la sofferenza delle popolazioni civili e il loro cambiamento morale e materiale dopo la fine degli scontri.




























