Archivio agosto 2005
Tutto quello che sai è falso
“Tutto quello che sai è falso” è l’edizione italiana della raccolta di saggi, inchieste e testimonianze curata dal sito cult d’informazione alternativa Disinformation.com, diventato negli Stati Uniti un vero e proprio caso editoriale.
Howard Zinn, William Blum, Greg Palast, Noreena Hertz e altre firme autorevoli affrontano i temi più controversi, censurati e falsificati dai mass media.
centosette e mezzo ( -13,5 )
Un altro chilo.
Secondo me queste dichiarazioni settimanali passeranno fra poco a mezzo chilo alla volta, poi mi dovro’ fare l’immaginina piccolina per gli etti. E poi per i grammi.
In piu’ la mia bilancia credo mi pigli per il culo… Secondo me è femmina, mi racconta cosa voglio sentirmi dire. Ma questa e’ un’altra storia.
In più la settimana prossima avrò di nuovo l’incontro col fenomeno dietologo. Temo per lo sfasamento spazio temporale tra la mia bilancia e la sua. Devo riportarle al più presto nello stesso universo.
Devo trovare una soluzione a tutto ciò…
centootto e mezzo ( -12,5 )
Un chilo. Lo sapevo!
E’ tornata Serena dalla Sardegna e non vedeva l’ora di coccolarmi con dei piatti (Daniele, ma sono dietetici!) prelibati e soprattutto abbondanti. Quindi me lo immaginavo che non avrei perso molto questa settimana. Ma così è la vita…
In più, ma secondo me non vale come motivo, credo che non sia possibile ancora per molto perdere così tanto ogni settimana visto che ho gia perso piu di 12 kg.
Vebbè, andiamo avanti…
Sei un pollo e non stai granché bene
Mumble mumble…
Apprendo dai nostri fantasmagorici mezzi di comunicazione che sta arrivando l’influenza aviaria (o dei polli) dall’oriente.
Non ho ben capito cosa faccia ai polli: li uccide? Gli scrive il certificato medico? Li mette a letto? E mi chiedo: come sarebbe fatta una borsa dell’acqua calda per un pollo?
Beh, ci sto scherzando sopra per alcuni motivi: Prosegui la lettura »
Internet di catrame
Agosto è una brutta bestia per quelli che non vanno in vacanza nelle sue settimane.
Mi ricordo adolescente nei pomeriggi sonnacchiosi passati in piazza con i pochi che, insieme a me, condividevano il poco traffico, i bar chiusi e il catrame che ribolliva sotto i piedi calzanti Superga di lino (scomode come la morte, ma si aveva quelle come status-symbol, cercate di capirci).
Metteteci che non esistevano i cellulari e capirete pure la lotteria dell’uscire in agosto senza sapere se avresti trovato qualcuno.
Poi pensi che adesso sei più grande, hai casa tua, non esci per sentirti in un posto più tuo e meno dei tuoi, hai il cellulare per recuperare un amico nel caso ti sentissi solo. A questo punto, cambi finestra, vai su internet e vedi che lì davvero non c’e’ nessuno, non trovi gli amici dell’inverno, non trovi gli articoli che ti hanno tenuto compagnia fino a luglio, non c’è nessuno.
Adesso il culo sul marciapiede, in piazza, l’ho scambiato con una flat internet.
Devo solo capire se il laptop surriscaldato sotto le mie mani sia fatto di catrame…