Stanotte ho voglia di mangiarmi una mela. Apro il frigo e la trovo.
E’ una di quelle mele comperate con amore, la prendo, la guardo e non è lucida.
Si, avete capito bene, non è di quelle mele lucide che sembrano troie con lo smalto, che ti occhieggiano dal banco della frutta e verdura e che ti dicono “eddai, portami via che qui son tutti moribondi, uccidimi ma davvero non ne posso più, ho nelle orecchie le urla delle melanzane e il sottile rantolo del mezzo broccolo!”. E non ti succede, quando le prendi in mano e pensi “che mela è questa?”, di sentire una vocina che dice “Ma… te l’ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio delle cose…”.
No, lei è opaca, sembra una di quelle mele ruspanti che non trovi da parecchio.
Vado per lavarla.
Ohibò , ha un’etichettina simile a quelle che quando ero giovane avevano solo le banane.
E quando cerco di toglierla mi rimane tutta la colla sulla buccia.
Fastidiosissimo.