La storia si apre con un antefatto tragico: l’assassinio di un giovane volontario americano in Bosnia per una missione umanitaria. Dietro la sua morte c’è l’ombra di Zoran Zilic, il feroce assassino complice di Milosevic e responsabile delle nefandezza compiute in nome della ‘pulizia etnica’ serba.
Quando, alcuni anni dopo, il nonno del ragazzo, Stephen Edmond, uomo molto ricco e potente, scopre chi si cela dietro la scomparsa del nipote, dà il via a una caccia senza tregua all’assassino, che nel frattempo è scomparso dalla ex Iugoslavia pieno di soldi, lasciando dietro di sé un’impressionante scia di sangue. Ma come catturarlo? Di lui esistono solo pochi ritratti sbiaditi; è molto scaltro e ha badato bene a non lasciare nessuna traccia durante la fuga.
L’unico in grado di scoprire dove si nasconde è un personaggio misterioso, con un tragico passato alle spalle. Di lui non si sa nulla, tranne che è un veterano del Vietnam, un ex Tunnel Rat, abituato a fiutare il pericolo nei cunicoli bui scavati al tempo della guerra nei campi di battaglia indocinesi. Stephen Edmond lo ingaggia per stanare il criminale serbo e portare a termine la sua personale vendetta. Il ‘Vendicatore’ intraprende così una caccia metodica e pianificata che, in un inarrestabile susseguirsi di colpi di scena, condurrà all’epilogo finale.