Avendo guardato per non più di 10 secondi, su RaiDue, una trasmissione che si dovrebbe chiamare “Punto e a Capo” (o qualcosa con la parola punto nel nome) mi è balenata in mente una scena dal film “Bianco Rosso e Verdone”:
- “Pronto parlo col servizio percorribilità strade? Ah, buongiorno, senta, io sono un socio ACI numero di tessera 916655/UT come Udine Torino. La disturbavo per avere qualche delucidazione dato che mi devo recare a Roma a votare. Senta… ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un’aria depressionaria di 982 millibar… e questa purtroppo mi è anche confermata da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogni qual volta c’e’ un brusco calo di pressione, d’altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici… Senta, io le domandavo questo: secondo lei partendo fra circa 3 minuti e mantenendo una velocità di crociera di circa 80, 85 km orari secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle diciamo nei pressi di Parma?”
- “Ma va a caghèr…”
- “Pronto?!? Pronto?!? ACI pronto?!? Che strano deve essere caduta la linea…”
Il problema e’ che il “Ma va a caghèr…” lo penso troppo spesso ultimamente.