Periti sotto il fuoco amico

ricicla.gifCon una lettera anonima (anonima nel senso che era cosi’ scialba che niente mi spingeva a leggerla) il mio Comune ci ha avvisato che i cassonetti della spazzatura non saranno restituiti ai loro cari (cioè noi) per un semplicissimo motivo:

è iniziata la raccolta differenziata
(grande invenzione di cui ancora non eravamo stati messi a parte)

quindi dal giono 14/03/2005 nel mio paesello non sappiamo più dove buttare la spazzatura e si stanno già vedendo cose stranissime:

  • io mi sono ritrovato a telefonare a poi a farmi invitare a cena da un mio conoscente insulso che ha di buono il vivere in un comune dove la spazzatura ancora si butta a casaccio, dovrò inventarmi qualcosa per farle dare asilo politico.
  • molti stanno facendo delle strane escursioni ecologiche nei pressi del torrente che costeggia l’abitato e si sentono frasi del tipo “Vedi cara, qui sarebbe perfetto”. Ho paura, non credo stiano scegliendo il luogo di villeggiatura.
  • alcuni, non avendo ancora capito dove buttare il differenziato, stanno tenendo le buste in garage. Questi individui si riconoscono per l’esercito di felini che, di notte, si dà appuntamento nel loro cortile. Sembra il set di Fast and Furious.

Un commento su “Periti sotto il fuoco amico”

  1. E’ il prezzo da pagare per l’appartenenza ad una società cosiddetta evoluta. Dato che abbiamo un tetto sulla testa, cibo per sfamarci, il necessario, il superfluo e l’inutile, dobbiamo trovare una ragione per vivere, senza pensare. Dobbiamo proseguire la nostra lotta quotidiana. E come formiche impazzite affannarci intorno al nuovo dilemma esistenziale: i fazzoletti di carta con i disegnini possono essere buttati insieme a quelli senza? Cos’è questa, se non una nuova forma di segregazione razziale? Noi, che abbiamo la raccolta differenziata, siamo evoluti. E gli altri?

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