Apprendo da vari blog che i testi delle meditazioni e delle orazioni per la Via Crucis di Venerdì Santo, 25 marzo 2005 al Colosseo, composti dal card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e decano del Collegio cardinalizio contengono:
“Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! “.
La domanda che mi sovviene è: ma se ne accorge solo adesso?
Io appena me ne accorsi salutai tutti, smisi di fare il chierichetto e me ne andai.