Agosto è una brutta bestia per quelli che non vanno in vacanza nelle sue settimane.
Mi ricordo adolescente nei pomeriggi sonnacchiosi passati in piazza con i pochi che, insieme a me, condividevano il poco traffico, i bar chiusi e il catrame che ribolliva sotto i piedi calzanti Superga di lino (scomode come la morte, ma si aveva quelle come status-symbol, cercate di capirci).
Metteteci che non esistevano i cellulari e capirete pure la lotteria dell’uscire in agosto senza sapere se avresti trovato qualcuno.
Poi pensi che adesso sei più grande, hai casa tua, non esci per sentirti in un posto più tuo e meno dei tuoi, hai il cellulare per recuperare un amico nel caso ti sentissi solo. A questo punto, cambi finestra, vai su internet e vedi che lì davvero non c’e’ nessuno, non trovi gli amici dell’inverno, non trovi gli articoli che ti hanno tenuto compagnia fino a luglio, non c’è nessuno.
Adesso il culo sul marciapiede, in piazza, l’ho scambiato con una flat internet.
Devo solo capire se il laptop surriscaldato sotto le mie mani sia fatto di catrame…