Il ghiaccio sottile tra le generazioni

the_wall_pink_floyd.jpgDa giovane ascoltavo i Pink Floyd nella mia stanzetta [o] come facevan tutti [Renzo] e mia madre ogni volta che entrava nella mia stanza e sentiva “The thin ice” dall’inizio (quando c’è un bambino che piange) mi diceva “è una femmina“; io la guardavo basito pensando: “ma a cosa le sarà mai servito nella vita sapere come piange una infante femmina?”

Adesso, a quasi 40 anni, ancora non so trovare la differenza tra un bambino ed una bambina che piangono, probabilmente perché ancora non ho avuto figli o forse perché non lo reputo importante; però una cosa la so: so che lo stronzetto di due anni che urla continuamente e a tutte le ore al piano di sotto è maschio. Lo ha visto Serena. La cosa che davvero mi innervosisce è che lo stronzetto urla solamente per far incazzare i genitori e ci riesce pure: prima lui piange, poi loro gli urlano di smetterla e lui urla ancora più forte. In più, due mesi fa, ha pure scoperto che gli piace urlare nella tromba delle scale perché il suo urlare viene notevolmente amplificato; il tutto con mio sommo gaudio.

La cosa che mi fa andare avanti è la speranza che quando andrà all’asilo incontrerà altri bambini più stronzi di lui e che questi lo picchieranno a sangue…

(l’immagine [cliccandola ingrandisce] ora è incorniciata a casa dei miei (ho ancora robe lì); prima ce l’avevo in ufficio, ora aspetto di metterla in un posto importante nella mia vita.)

Un commento su “Il ghiaccio sottile tra le generazioni”

  1. Non bluffare, nonnastro: da giovane ascoltavi i carmina burana dal vivo, tu…

    uaghuaghuaghuagh

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