Non so da voi cosa fiorisca.
Qui, con un certo anticipo sulla normale cadenza stagionale, sono fiorite le motozappe.
Il tutto si avverte non dalla fragranza dei fiori ma dall’insistente rumore che ti accompagna arrivando a casa verso le 14 e 30, salendo le scale e cercando di riposare dopo aver lavorato dalle 6 di mattina.
E qui ci scappa la parte sociologica del tutto: vivendo in una piccola società che si riconosce prima contadina e poi si guarda allo specchio per capire meglio chi possa essere, il possedere appezzamenti di terreno, anche minimi, viene considerato come uno status symbol che il Cellulare UMTS o la Mercedes SLK gli fa una sega.
Avendo, ahiloro, solo un piccolo fazzoletto di terra davanti il portoncino di casa, di superficie non superiore ai 14 metri quadri, si devono prodigare per dimostrare il proprio status.
Il tutto si articola in:
- Comperare l’ultimo modello di motozappa robotizzata giapponese finanche col 46 di Valentino Rossi sul cupolino
- Indossare camicie a quadrettoni e pantaloni di fustagno
- Salutare, appoggiati alla motozappa e con voce stentorea, tutti i vicini che capitano a tiro. Anche quelli di cui hanno, in casa, la bambolina voodoo con gli spilli infilzati
- Bucare con martello e chiodo arrugginito la marmitta nuova della suddetta motozappa per produrre più rumore possibile. Il mito di questa pratica è riprodurre il rumore della Harley Davidson 883; ancora non ci è riuscito nessuno.
- Zappare i propri 14 metri quadri per 6 ore fino a ridurre la terra a sabbia sahariana, inutile per qualsivoglia piantagione ma utilissima per far sembrare i suddetti 14 metri quadrati estesi come 5 ettari.
Erano bei tempi quelli della falce e del martello della vanga.
Ecco, quando fai dei post così, mi viene da pensare che potresti essere uno dei figli non riconosciuti di Neruda!
L’apice è quando parli dell’SLK, mi hai fatto morire dalle risate!
Ciao!! Sono appena tornato da Madrid :-(
Ciao Simone! Non sei ancora praticamente tornato che ti metti subito a fare lo sborone con le foto di donne sul blog!
La cosa su Neruda, non conoscendolo, la piglio necessariamente per un complimento… :)