Pasquetta in bici. Uno si fa 14 km di percorso verde (andata e ritorno, massacrante) e vede cose che voi umani ecc, ecc.
Teorie di tovaglie a quadrettoni stese su tavoli all’aperto, plaid stesi in terra con ominidi stravaccati senza pudore dopo la mangiata all’aria aperta. Famiglie in carovane di biciclette luccicanti, nuove come la coscienza di Craxi perché mai usate. Pericolosa e inspiegabile mancanza di pescatori con canna alla fiorentina.
Vi ho spaventati? No?!? Allora continuo…
Donna con uomo villoso al suo fianco ed ai piedi stivali bianchi con tacco a spillo sul sentiero d’erba. Cani GROSSI con minuscoli guinzagli attaccati a padroni con bicipiti ancora più minuscoli. Cestini da picnic con minacciose bottiglie di vino che fuoriescono vuote. Bimbi che corrono spensierati dietro alle papere ed ai germani che scappano spaventati. Giovini che, imprudenti a orso nudo, giocano, ingannati dal fragile sole, a pallavolo; domani avranno la famosissima polmonite pasqualina…
State a casa a pasquetta, non imbottigliatevi ai caselli.
Andate, a piedi, a rompere il cazzo al percorso verde della vostra città…
a proposito di imbottigliati… ieri sono uscito dall’autostrada a sirmione per evitare le code… peccato che il navigatore prima e i cartelli dopo mi abbiano fatto perdere lo stesso tempo che avrei perso restando in coda in autostrada… vabbè, almeno adesso conosco a memoria tutti i sobborghi industriali del bresciano.
Ah si, l’ho studiata a scuola:
[…] piove su le nostre mani / ignude / su i nostri vestimenti / leggieri / su i freschi pensieri / che l’anima schiude / novella / su la favola bella / che ieri / t’illuse, che oggi m’illude / o Sirmione.
Gli immortali versi del sommo water.