Odio dèi

fazioni in marciaStamane sveglia alle 5 per andare a lavorare. La giornata è splendida, in giro non c’è nessuno e questa mancanza di umanità per le strade mi piace sempre moltissimo. Una delle cose belle del mio lavoro.

Vignatta di vauro dalla prima pagina de Il ManifestoOggi è pure la giornata dell’odio di Orwelliana memoria. Due fazioni che potrebbero anche non esistere vanno in piazza a dirsi che si stanno sul cazzo. Ma il motivo per il quale vanno in piazza è che devono, i loro componenti, sentirsi appartenere a qualche fazione in lotta con qualcun’altra. Un qualcosa che dica loro che esistono, che faccia una leggera scalfittura nel mare che è la storia, ‘ché basta pensare di aver alzato la voce per poter credere di essere esistiti.
Il branco nell’epoca digitale.
Dovevamo essere su Marte, siamo qui a urlare all’altro cosa deve pensare.

Quello che non riusciranno a fare è il farmi odiare qualcuno.
Devo però dire che se l’umanità mi pare stupida qualcosa sono lo stesso riusciti a fare.

Trascorreva una quantità di tempo impressionante ad ascoltare conferenze, a prendere parte a manifestazioni, a distribuire materiale della Lega Giovanile Antisesso, a preparare striscioni per la Settimana dell’Odio, a fare collette per la campagna del risparmio eccetera eccetera.
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I preparativi per la Settimana dell’Odio erano in pieno fervore e l’intero personale dei Ministeri prestava la sua opera volontaria al di fuori dell’orario di lavoro. Si dovevano organizzare cortei, riunioni, parate militari, conferenze, apprestare pannelli didascalici in cera, preparare spettacoli cinematografici e programmi televisivi. Si dovevano montare tribune, costruire effigi, coniare slogan, comporre canti, far circolare notizie false, contraffare fotografie. Al Reparto Finzione era stato disposto che la squadra di Julia interrompesse la produzione di romanzi per stampare in tutta fretta una serie di libelli sulle atrocità commesse dal nemico.
George Orwell, 1984
L’odio è un veleno prezioso più caro di quello dei Borgia; perchè è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore.
Bisogna esserne avari.
Charles Baudelaire