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Smentendo persino me stesso medesimo che qualche giorno fa aveva dichiarato che certe cose non facevano per lui per struttura fisica e discernimento divino, oggi, partendo da casa sono salito fino ad Assisi; da lì piano pianino mi sono diretto verso la salita al Subasio. Sono arrivato all’Eremo delle Carceri e ho deciso di non salire ulteriormente. Ho svoltato a destra appena dopo il parcheggio e sono ridisceso per San Benedetto.
Una delle cose che m’hanno fatto piacere è stata il constatare che le mie gambe sono bene allenate. Gli unici problemi fisici riguardano le pulsazioni. Devo dire che mi sono fermato spesso, soprattutto quando le pulsazioni superavano i 150-160 battiti al minuto. (gh)
Beh c’è pure l’età da prendere in considerazione e pure i 22 anni passati a fumare.
Dal mio scassatissimo GPS pare che sia salito per 652 metri.
Nota di colore: al punto di ristoro a 1,5 km dall’Eremo ho visto passare, tra gli altri, due suore grigio-celestine che camminavano in salita. Le stesse suore me le sono ritrovate davanti al mio arrivo all’Eremo delle Carceri e mi hanno accolto con applausi ed esclamazioni di “bravo!“. Era pieno di gente e a fronte di un primo momento di “occazzo ma che stannno facendo?”, scambiando qualche parola con loro, mi sono ritrovato a pensare che forse non fanno una brutta vita. Solo per il fatto che danno peso a delle cose che secondo me valgono davvero ma che non sono più di moda. Tipo il fare dei complimenti agli altri e il condividere il piacere che gli altri provano a fare cose a cui tengono. Ciò mi ha fatto dimenticare di fotografare L’Eremo…