“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti.”
Daniele Luttazzi – Decameron del 01/12/2007
Se queste parole gli sono valse la fine del suo programma su La7 credo che Ferrara (che a me fa un po’ ribrezzo per quello che dice) sia più intelligente/importante di quanto sembri (e lo sembra parecchio).
Oppure La7 è in malafede.
Noto con piacere che il correttore ortografico di Firefox segnala come errori sia Berlusconi che Dell’Utri che Previti. E pure Santanchè.
Secondo me ha esagerato.
Pure secondo me La7 ha esagerato. Il resto fa parte della satira.
Se non piace la satira si può fare come me quando Ferrara fa 8 e mezzo:
vomito in una scodella ecambio canale. In pace.(Si, l’avevo capito che parlavi di Luttazzi. Ma io sono stronzo :)
Eh guarda. Io fui satireggiatore vittima di censura, aggiratore di censura e successivamente citato in giudizio x diffamazione alla tenera età di 19 anni… quindi non sono di certo un anti-satira o un pro-censura. Sono d’accordo che in tv la censura migliore è il telecomando. Ma sostenere che è giusto che la satira possa non avere limiti secondo me è un atteggiamento simile a quello di chi dice: “Invado l’Iraq perché me lo ha detto Dio”…
Io credo che la satira non sia da limitare. Alla stregua della libertà di parola. Luttazzi se usa delle parole che offendono il tuo senso dello spettacolo se ne prende la responsabilità artistica non avendoti più tra i suoi fan.
Io avrei limitato e punito quelli che incitavano ed ancora incitano alla guerra santa cristiana dalle TV e dai giornali.
Hm… è terreno spinoso, questo della satira. Non so argomentare meglio, ma non mi convinci. Non credo che tutto sia lecito. Sono dubbioso e potrei cambiare idea perché certi confini sono labilissimi, ma non credo che tutto sia lecito in nome della satira. E il fatto di non essere in grado di definire cosa sì e cosa no non mi fa recedere.
Sono passata a vedere un po’ quante cose interessantissssssssime scrivi :-P Grazie ancora per il pranzo Giappo e per la compagnia. E’ stato bellissimo vedervi!Mi date tanta tranquillità e siete così belli insieme! :)
A presto!
baci baci
@ Martina: sì, insieme son belli, è il Dax da solo che fa calare il beauty index :-P
@ Karim: anche io ho idea che la satira debba avere dei limiti oltre il quale non è tollerabile, ma devo ammettere che in questo caso il Luttazzi non aveva oltrepassato il mio personale-e-ancora-non-ben-definito limite. Però vado a sensazione.
@ Dax: consideriamo cmq che almeno a livello formale La7, in quanto editore sia di Luttazzi che di Ferrara, ha i suoi (formali) buoni motivi ben bacchettare il primo.
@Karim: io credo che l’unico limite sia la legge. Se posso querelarti e vincere non è satira.
Siccome io non ho soldi e non ho tempo cerco di non farne di satira.
@Martina: grazie per il “bello”, era dal 1983 che non me lo dicevano… :*
@bastardKappa: dici che per “buon vicinato” non doveva fare satira su Ferrara? Io credo che se avessi un cane vegetariano e lo portassi nei pressi di Ferrara lo morderebbe. A prescindere.
@Dax@Karim: occhio perchè questa tua affermazione ricorda il famoso “è osceno tutto quello che fa rizzare il pippiolo al giudice che è chiamato ad esprimersi in merito”. Occorrerebbe avere una norma più chiara, se è la legge la discriminante.
@Dax@me: no, dico che un manager potrebbe sentirsi chiamato ad intervenire se vede un suo dipendente sparare su un altro suo dipendente. Ma ne faccio più una questione di forma che di sostanza: può cazziare Luttazzi, poi decide se farlo o meno, però per potere può.
@Kappa@Dax@Karim: Io, caro Kappa, credo che ci sia una legge da rispettare e non un “qualcosa che fa rizzare il pippiolo”. E i giudici devono seguire la legge. Quando Luttazzi è stato citato per 4 miliardi dal berlusca ed ha vinto la legge ha detto che era satira e non diffamazione. La legge è bastevole. Ce ne vorrebbe una che regola i rapporti di lavoro.
@Kappa@Dax@Kappa: Io credo che le relazioni lavorative siano regolate da un contratto. Tu mi cazzi solo se vado fuori dal contratto. E sul contratto di Luttazzi c’era carta bianca sui contenuti.
E se non valgono neppure la legge ed i contratti allora siamo su un altro pianeta rispetto a un decennio fa. Altra galassia pure.
[PREMESSA: stiamo parlando di lana caprina, poichè ritengo che il vero motivo delle bacchettate a Luttazzi non stia in quanto ha detto ma in quanto stava per dire]
Sul contratto di Luttazzi c’era carta bianca sui contenuti, non sulle forme espressive degli stessi. Capziosità? Certo, ma una norma di legge non può prevedere tutte tutte tutte le possibili applicazioni ed accezioni, deve indicare una logica e lasciare al giudice l’applicazione della stessa ai singoli casi.
Pertanto chiedo (con sincerità, non lo so, non è provocazione): la legge che regola la libertà d’espressione in un contesto lavorativo organizzato ha una logica chiara e lampante o no?
[Lo so che il problema era la puntata sull’enciclica del Grande Pipistrello]
Mi piace illudermi che la legge sia giusta. E chiara.
Ma forse mi illudo.