Siccome Serena e’ stanca mi ha impostochiesto gentilmente di scrivere quello che abbiamo fatto oggi. Siamo ancora a Busan (da qualche parte trovo pure scritto Pusan) e stamani ci siamo alzati presto e siamo usciti per andare al famosissimo mercato del pesce della citta’: il Jagalchi fish market.
Pareva di essere sul sottomarino di Capitan Nessuno: tutto era piu’ grosso. Granchi con apertura alare di mezzo metro, vongole di 8cm di diametro, polpi alti un metro e tutto incorniciato da donnine gobbe con grossi guanti rossi che gettavano acqua sui loro averi.
Deciso di mangiare qualcosa entriamo in uno dei ristoranti (Roughing in the pier li chiama la guida che non piacciono ai locali ma tanto ai turisti) dicendoci “no, tutto meno il pesce crudo“. Non c’e’ menu, non c’e’ un cazzo; indico su consiglio di un indigeno un numero (sperando fosse il prezzo) sovrastato dai soliti pupazzetti (sperando non fosse “Ho Chin e’ Tonto”) e dopo un po’ ci portano 3 patelle giganti crude affettate che noi, rassegnati, mangiamo. Le 3 patelle buone, si buone, ma poche.
Ci alziamo e subito precipitiamo in un altro ristorante che faceva roba alla piastra cotta sul tavolo.
Dunque: sul tavolo c’e’ un fornello a gas, sul fornello c’e’ una piastra e sulla piastra mettono un foglio di carta stagnola (sai, ci rompe il cazzo lavare le pentole) e sopra la carta stagnola un mucchio di verdura, cipolle, aglio e pesci visibilmente spellati e tagliati che SI MUOVONO DAVANTI a te che speri che il fuoco uccida difinitivamente. Ma alla svelta.
Quando i pesci della specie “Lazzaro” hanno finito di muoversi e sono cotti devono essere messi su delle foglie (tenute in mano) insieme alle verdure, avvoltolate le foglie e mangiato il tutto. La foglia e’ a temperatura ambiente ma sottile, il pesce intorno all’evaporazione del cobalto. Ecco, pensate a tenerli in mano; poi vanno messi in bocca.
Sopravvissuti pure a questo cerchiamo di andare a fare un giro in battello lungo la costa, ma andati al Coastal Ferry Terminal tutti ci dicevano di uscire e comperare i biglietti in the next building solo che il prossimo palazzo era a tipo un chilometro sotto il sole. Abbiamo desistito.
Il pomeriggio e’ passato a bighellonare per centri commerciali e bancarelline fino alla cena dove (si, siamo monotoni) ci siamo mangiati una fantastica zuppa di pesce che hanno cucinato davanti a noi sul solito fornelletto.
Passeggiata digestiva dove abbiamo visto un he’s a movie star attorniato da ragazzine che urlicchiavano tra una foto col cellulare e l’altra.
Ora siamo in camera e domani andremo alla stazione a prendere il KTX (il pendolino coreano) per tornare a Seoul dove passeremo gli ultimi 4 giorni.
09/10/2008 ore 11.12