Questa immagine è giunta via email al tenutario di questo blog che si dissocia da ogni tipo di violenza, verbale e fisica, e pubblica questa opera dell’ingegno come se fosse un direttore di Giornale qualsiasi.
Autore: Daxeel
Stefano Benni – Pane e tempesta
Quali sono le ventisette azioni dell’uomo civile?
Lo scoprirete a Montelfo, il paese più magico e fantastico del mondo. In un romanzo di sfrenata comicità. Stefano Benni monta un grande circo di creature indimenticabili: il Nonno Stregone, Ispido Manidoro, Trincone Carogna, Sofronia e Rasputin, Archimede detto Archivio, Frida Fon, lo gnomo Kinotto, il beato Inclinato, Simona Bellosguardo, il gargaleone e il cinfalepro, Fen il Fenomeno, Piombino, Raffaele Raffica, Alice, don Pinpon e don Mela, Zito Zeppa, la Jole, Gino Saltasù, il sindaco Velluti, Ottavio Talpa, Bubba Bonazzi, Bum Bum Fattanza, Nestorino e Gandolino, Sibilio Settecanal, Tramutone, la Mannara, Giango, i fratelli Sgomberati, Bingo Caccola e Tamara Colibrì, Maria Sandokan, Adelmo il Cupo, Checca e Caco.
(256p. €16,00)
novanta1 [-26,5]
Casualmente, dopo altre 3 settimane, mi ripeso e vedo che, etto più etto meno, non sono né aumentato né calato di peso.
In queste settimane ho mangiato in maniera abbastanza lasca e ho fatto qualche bello strappetto tipo la cena coi colleghi a base di affettati e tagliatelle ai funghi, la coratella delle 22:30 a casa di Roberto o l’arancino siciliano che ancora è, nella forma di un grosso senso di colpa, nei miei incubi notturni.
Ho iniziato a fare gli addominali e riesco a farne un’ottantina senza morire sul posto e l’unica cosa che ancora non mi soddisfa è il mio andare a correre che al momento ha collezionato ZERO km sulla tabella di marcia.
Credo che ci si debba lavorare un po’ sopra.
Gatton gattoni mi appropinquo tremante al Natale cercando di schivare la pioggia di carboidrati e grassi che già vedo baluginare all’orizzonte.
Sarà una lotta all’ultimo saturo.
Demonoid è tornato!
Joe R. Lansdale – La morte ci sfida
Un guaritore indiano lancia la sua maledizione per vendicare l’assassinio della moglie.
Un’epidemia semina la morte tra gli abitanti di Mud Creek, facendoli diventare degli zombi.
A risolvere la situazione ci penserà il reverendo Jebidiah Mercer, armato di fede e di un revolver calibro 36.
(192p. €9,90)
Margaret Weis e Tracy Hickman – L’eredità della spada nera
Sono Passati vent’anni dal giorno in cui gli abitanti di Thimhallan furono costretti a fuggire dal loro regno magico per essere accolti, come profughi, sulla Terra. Una notte, Saryon, riceve una visita inaspettata: un Duuktsarith, uno dei temibili Inquisitori della Chiesa di Thimhallan si reca a casa sua. L’inviato è Mosiah, uno dei più vecchi amici di Saryon, e lo informa che dovrà convincere Joram, l’uomo più odiato dagli abitanti di Thimhallan, a dar loro la Spada Oscura, arma in grado di annullare il potere della magia che Joram usò per distruggere il nucleo magico di Thimhallan: la Ruota della Vita, condannando il pianeta alla distruzione. Mosiah gli spiega che se l’arma non cadrà in mani loro molto probabilmente verrebbe rubata dai Tecnomanti, una setta di occultisti molto potente che da secoli si tramandano le loro tradizioni e usanze di padre in figlio e i cui componenti, ora, occupano le più alte cariche dello stato e della finanza. L’Inquisitore dice che lui parla per bocca di re Garald, il vecchio sovrano di Thimhallan, anch’egli profugo sulla Terra, e aggiunge che se non riusciranno a ottenere la Spada Oscura la Terra sarà condannata poiché gli Hen’nyv, i misteriosi alieni che vogliono estirpare la razza umana dall’universo sono molto vicini a conquistare la Terra. Saryon, accompagnato dal suo fedele amico, lo scrittore muto chiamato Reuven decide di tornare a Thimhallan per cercare di convincere Joram e la sua famiglia a rifugiarsi sulla Terra, ma le fazioni che si contendono il possesso della Spada Oscura non resteranno senza far nulla in attesa degli esiti della missione del vecchio Saryon.
(342p. €12,50)
Tra noi e la felicità
L’unica cosa che si pone
tra noi e la felicità
è il tuo
carattere.
Una sera ci si ritrova a giocare

Ultimamente ci si ritrova sempre più spesso a giocare a calciobalilla (qui chiamato pure bizzozzero, non chiedetemi perché, un ricordo di quando andavo al catechismo) e credo che a 40 anni suonati non sia poi tanto male. Si potrebbe fare di meglio, direte voi, ma io non mi lamento.
Da notare comunque l’immane serietà con la quale si affronta l’evento. Sono cose che si costruiscono negli anni.
novanta1 [-26,5]
Oggi decido di pesarmi e, con mia somma felicità, vedo che ho perso un altro mezzo chilo.
Sono 3 settimane che sono in mantenimento e devo dire che me lo ricordavo più difficile ma sto andando davvero bene. Si mangiano le stesse cose di prima ma, anche senza aiutini, tutto ciò non mi pesa poi molto.
Vi farò sapere.
Non togliete il Calpestato dalle scuole!


