novanta9 [-18,5]

mezzo chiloMi son dovuto pesare di domenica che di lunedì già sarò in Sardegna e non avrò la mia adorata bilancia™.
Sono dimagrito solo di mezzo chilo ma dopo la immane performance della scorsa settimana (2kg!) lo imputo alle normali fluttuazioni del peso e mi sento tranquillo.

Alla prossima pesata dopo la vacanza isolana dai suoceri. Argh!

Bing, il furbetto del motorino

Bing fa il furbo

Bing, il merdamotore di ricerca di Microsoft, sta ricominciando a fare come quando si chiamava Live Search.
Cosa fà? Ti fa credere che qualcuno sia giunto al tuo sito attraverso di lui e tu, per controllare quanto sei fico, guardi la ricerca e gli fai traffico.
Poi ti dicono che sta togliendo utenza a Google e quest’ultimo è preoccupato.
Bravi, siete proprio un bel merdamotore.

novanta9 e mezzo [-18]

un chiloun chiloQuesta settimana ben 2 kg!
Oggi sono stato alla terza visita del dietologo, la seconda da quando sono in cura. Ho perso 18 kg in 12 settimane e non aveva granché da dirmi se non che dovevo ripresentarmi a settembre “ma di quest’anno, non del prossimo”. Ha paura di un mio esodo silente.
Una cosa mi è saltata all’occhio oggi: gli ambulatori dei dietologi sono pieni di gente coi vestiti sformati, di quelle persone che sono dimagrite ma che ancora non hanno ricomperato i vestiti della taglia giusta.
Fa impressione.

La prossima pesata la farò in Sardegna. Speriamo bene.

cento1 e mezzo [-16]

un chilomezzo chiloUn chilo e mezzo.
Questo compensa (nella mia capoccia) il misero mezzo chilo della settimana scorsa.
Sto andando avanti bene e ancora il mangiare quasi sempre le stesse cose non mi pesa, forse perché siamo in estate e le verdure sono di molte varietà. L’unico problema che ho è cosa cazzo scrivere qui. :)

Lunedì prossimo avrò il secondo incontro col dietologo e credo, anche stavolta, di non essere impreparato.

Lo Strega vien di notta con lo Scarpa tutta rotta

Solo per fare dispetto al Kappa la giuria del premio Strega ha deciso di dare la vittoria a Tiziano Scarpa (che personalmente non conosco come scrittore).

La trama pare avvincente come uno dei migliori Eco:

“Stabat Mater” è una lunga lettera alla madre di una sedicenne, Cecilia, abbandonata nell’Ospedale della Pietà di Venezia da bambina, dove ha imparato a suonare il violino senza passione, in chiesa, dietro una grata che protegge le giovani dagli sguardi dei fedeli. La musica per lei è una sorta di rito abitudinario, finchè arriva un giovane insegnante di violino e compositore, un prete dai capelli rossi e il naso grosso, Antonio Vivaldi.

E’ lui a portare un po’ di luce a Cecilia, che scioglie il proprio profondo dolore nella scrittura che pratica di nascosto, la notte, cercando di capire cosa sia una madre, che non ha mai avuto. Scrive una lettera senza un vero destinatario, un monologare, più che un dialogo, che resta sempre sospeso, che non ha possibili risposte.

Anche se parecchi su IBS sono d’accordo con lui.
A me piace molto questo commento:

Questo raccontino “accademico” di TS. è la dimostrazione che molti scrittori (ormai con un nome) producono cose, ricercano una scrittura abbastanza furba, tirano fuori qualche vecchia leggenda, mettono un nome importante “vivaldi”. e in quattro e quattro otto, il ROMANZO/raccontino nero è fatto. E io lo ho comprato, l’ho letto malvolentieri eppure ci ho impiegato mezzo pomeriggio. La letteratura italiana continua su questa strada truffaldina (case editrici e critica d’accordo) con alcune eccezioni, così come nel cinema, del resto, si salva perchè in questo Paese non si legge, non si pensa molto, non si usa fare confronti. tutti contenti di un’autarchia stanca, furba e noiosa.

Kappa, a parte i meriti o demeriti, potresti gentilmente parlare di me come uno sfortunato al superenalotto?

cento3 [-14,5]

mezzo chiloSolo mezzo chilo questa settimana.
La mia trionfale marcia verso la magritudine è stata (credo) rallentata dalla cena giapponese a casa nostra di venerdì scorso dove mi son mangiato ben più dei miei 120gr di pasta o riso (120gr di riso son veramente pochi) giornalieri.
Ma noi, forti del consenso popolare (il mio, in ultima sintesi), andremo avanti verso il luminoso futuro prospettatomi dal mio dietologo.

Hasta la bilancia. Siempre.

Topexan generation

Tutto ‘sto titolo per dire che a quindici-vent’anni se hai la pelle grassa è una gran rottura di cazzo.

Qui, come a Monòpoli, state fermi un pochino a pensare alla cosa ed ai connessi.
Si, ancora un po’.

Beh, a quaranta anni (quasi 41) la pelle grassa è uno spettacolo.
Non ho neppure una ruga.
E non state sempre lì a lamentarvi eh.

Joe R. Lansdale – La notte del Drive-in 3

Joe R. Lansdale - La notte del Drive-in 3Cinema, sangue e popcorn: un microcosmo fantastico e delirante che mescola inondazioni di proporzioni bibliche, un pesce gatto che potrebbe ingoiarsi la balena di Giona e oscure creature malvagie quanto può esserlo solo un essere umano al suo peggio…
Finalmente Lansdale apre uno squarcio sui meccanismi che regolano il mondo da lui creato, dove gli orrori del mondo attuale prendono la forma di smisurate sinistre ridacchianti fantasie infantili.

Il ciclo del Drive-in:

  • La notte del Drive-in (342p. €13,50)
      (The Drive-In – A “B” Movie with Blood and Popcorn, Made in Texas, 1988)
  • Il giorno dei dinosauri (290p. €2,60)
      (The Drive-In 2 – Not Just One of Them Sequels, 1989)
  • La notte del Drive-in 3 – La gita per turisti (232p. €12,50)
      (The Drive-In – The Bus Tour, 2005)

Joe R. Lansdale – Il giorno dei dinosauri

Joe R. Lansdale - Il giorno dei dinosauriUna folla di innocenti spettatori si accalca, invano, all’uscita del drive–in, il grande cinema all’aperto dove, nel cuore della notte, si proiettano solo film dell’orrore e di fantascienza.
Ma perché invano? Perché c’è qualcuno che vuole tenerli prigionieri, e questo qualcuno non appartiene al nostro pianeta. Così, in un primo momento, chiunque tentasse di uscire dai confini dell’arena andava incontro a un’orribile fine. Ora, però, sembra che le cose stiano cambiando, che qualche temerario possa varcare la soglia impenetrabile oltre la quale si vede solo il buio assoluto.
Ma voi, che cosa preferireste? Rimanere assediati nei confini allucinanti del cinematografo, o trovarvi sbalzati in un mondo di giungle preistoriche dove i grandi rettili vanno instancabilmente a caccia, cibandosi di tutto ciò che trovano?

Il ciclo del Drive-in:

  • La notte del Drive-in (342p. €13,50)
      (The Drive-In – A “B” Movie with Blood and Popcorn, Made in Texas, 1988)
  • Il giorno dei dinosauri (290p. €2,60)
      (The Drive-In 2 – Not Just One of Them Sequels, 1989)
  • La notte del Drive-in 3 – La gita per turisti (232p. €12,50)
      (The Drive-In – The Bus Tour, 2005)

Era brillosto, e gli alacridi tossi

Con questo titolo alla Karim volevo mettervi a parte di un bellissimo articolo di Popinga riguardante alcune “Parole inventate: dal quark alle fànfole

Il post inizia a solleticarmi verso la metà quando cita Lewis Carroll:

Nel secondo libro di Alice compare anche un’intera poesia fatta con parole inesistenti, che porta il lettore nel regno del più completo nonsense: il Jabberwocky. Alice la trova scritta all’incontrario su un libro deposto sul tavolo mentre sta osservando il Re Bianco:

Jabberwocky
‘Twas brillig, and the slithy toves
Did gyre and gimble in the wabe;
All mimsy were the borogoves,
And the mome raths outgrabe.
Il Ciarlestrone
Era brillosto, e gli alacridi tossi
succhiellavano scabbi nel pantúle:
Méstili eran tutti i paparossi,
e strombavan musando i tartarocchi.

A me queste cose fanno impazzire e non sapevo ne esistesse una “letteratura”; ringrazio di cuore l’autore del post sia per avermela fatta conoscere e soprattutto per aver portato alla mia attenzione la raccolta di poesie Gnòsi delle Fànfole di Fosco Maraini che è bellissima.

Ed io, limitato io, che pensavo che certe cose le facesse solo Karim.

[via Phonkmeister]