Douglas Lindsay – Il monastero dei lunghi coltelli

Douglas Lindsay - Il monastero dei lunghi coltelli (2000)Ritorna Barney Thompson, barbiere di Glasgow e killer per caso nella “Bottega degli errori”. In questa seconda puntata Barney abbandona la sua piovosissima città per ritirarsi in un convento nel ghiacciosissimo nord della Scozia. Causa di questa fuga è l’eccessiva notorietà a cui lo sottopongono i media dopo che, per una forbiciata non proprio perfetta, ha ammazzato un paio di persone. L’accanimento dei giornali è parossistico. Barney diventa il capro espiatorio di qualunque cosa sia capitata in tutta la Scozia, in qualsiasi epoca. Come le sconfitte della squadra di calcio scozzese: “L’errore di Billy Bremner contro il Brasile nel 74: colpa di Barney Thompson”. Ma Barney non fa in tempo a rilassarsi che il convento viene funestato da un terribile serial killer che getta nello sconforto e nel terrore i poveri, ignari monaci e crea non pochi problemi alla coppia dei più strampalati poliziotti che mente umana potesse inventare.
(381p. €15,00)

E, stranamente, lo scrivevano con la K

Solo per potermene ricordare quando finalmente schiatterà:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.”

Francesco Cossiga, VIII Presidente della Repubblica Italiana, Senatore a vita.

[via Piovono Rane]

40 (anni)

Devo scrivere qualcosa per il mio quarantesimo compleanno.
Eh, facile…
Mi son riletto, per avere un po’ di ispirazione, quello dell’anno scorso (si, 40-1=39) e mi son visto davvero simpaticissimo. Sarà difficile eguagliarmi.

Quest’anno son cambiate alcune cose:

  • la casa: finalmente abbiamo traslocato e adesso siamo nella nostra nuova casetta.
  • il peso: sono tornato sopra i 105 kg con varie incazzature con me stesso medesimo per l’essermi lasciato andare.
  • l’assetto: ho indossato fino a qualche giorno fa la panciera di lana per un dolore alla schiena. E rompe davvero il cazzo.
  • lo sport: non sono ancora tornato a correre e sono andato davvero poco in bici. Mi maledico da solo.
  • l’invidia: non sono mai stato invidioso di niente e di nessuno. Mai. Poi Simone ha iniziato a lavorare per Amazon. Stronzo.

Il resto comunque va benone. Anzi benissimo.

A parte l’età. gh.

Michael Crichton – Jurassic Park

Michael Crichton - Jurassic Park (1990)In un’isola sperduta al largo del Costa Rica, il miliardario Hammond costruisce un gigantesco parco di attrazioni biologiche.
Grazie all’ingegneria genetica, nel suo Jurassic Park rivivrà un intero ecosistema, compresi i terribili dinosauri carnivori: il gigantesco Tyrannosaurus Rex e i famelici Velociraptor.
L’incubo che dominerà il romanzo nasce dal profondo della preistoria e si proietta su un presente dominato dalle arroganti certezze della scienza.
(495p. €9,00)

Corea del Sud – giorno 15

Bandiera della Corea del SudSiamo in camera, ieri non abbiamo scritto nulla, e abbiamo appena rifatto gli zaini in assetto da viaggio intercontinentale. In poche parole abbiamo rimesso la roba negli zaini.
Ieri ed oggi li abbiamo spesi al palazzo reale n.1 che si chiama Gyongbokgung (il n.2 che si chiama Changdeokgung, che abbiamo visitato l’altroieri, e serviva nel caso il primo avesse preso fuoco) ed e’ davvero bello e maestoso e nei centri commerciali (come ti sbagli?) di cui il paese va fiero avendone costruiti millanta.
Ieri siamo stati anche al Palazzo 63 (63 bldg) che e’ il piu’ alto palazzo di Seoul con i suoi 60 piani. Li’ abbiamo visto sia la mostra su Hello Kitty (!!) al 60mo piano che un filmato avveniristico per la tecnologia impiegata che raccontava delle alpi svizzzere (!!!) che l’acquario con i pesci che a me hanno fatto la solita impressione vedendoli cosi’ scoglionati in cattivita’.
Ah, oggi siamo pure andati a fare un giro in battello per il fiume Han che attraversa la citta’ e non e’ stato male anche se il battello era, a differenza di tutta Seoul, sporco da far schifo.
Adesso doccia e poi a letto che domattina ci si dovra’ svegliare alle 6 per uscire a prendere il Limousine Bus (non chiedete) per l’aeroporto intorno alle 7 qui a due vie di distanza dall’hotel.
Saremo, se tutto va bene, a Fiumicino alle 22 del 14 ottobre pronti per smaltire il jet-lag a casa.
13/10/2008 ore 22.26

George R.R. Martin – Le torri di cenere

George R.R. Martin - Le torri di cenere (2003) Con la straordinaria saga “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, George R.R. Martin si è riconfermato come uno dei maestri indiscussi del fantasy. Ma la sua multiforme opera si estende ben al di là dei confini dei Sette Regni e ben oltre la grande Barriera di ghiaccio. “Le torri di cenere” offre un’affascinante panoramica sul lavoro di questo autore pressoché unico, in grado di muoversi tra generi diversi e tematiche complesse sempre con il medesimo, folgorante impatto narrativo. Prendendo le mosse dall’ormai classico romanzo breve “Canzone per Lya”, vincitore del prestigioso Premio Hugo per la fantascienza, navigando attraverso le correnti dell’horror e del fantasy, “Le torri di cenere” offre anche molte proposte, del tutto inedite in Italia, dell’eclettico George R.R. Martin. Da “L’eroe” a “Solitudine del secondo tipo”, da “Al mattino cala la nebbia” a “Questa torre di cenere”, ecco una proposta antologica in grado di guadagnarsi un posto d’onore in qualsiasi libreria, una lettura fondamentale per avere una prospettiva unica sul genio di uno dei più grandi esploratori dell’immaginario del nostro tempo.
(318p. €18)

Corea del Sud – giorno 13

Bandiera della Corea del SudIl bento bellissimo acquistato da SerenaScrivo il post riassuntivo del tredicesimo giorno stamane perche’ ieri sera siamo crollati sul letto alle 21.
Nella mattinata di ieri siamo usciti per andare ad un magazzino dell’elettronica dove, a parte il fatto che i prezzi non sono esposti e si deve sempre chiedere il prezzo di questo e quello, i prezzi sono in linea con quelli italiani almeno per quanto riguarda l’elettronica di consumo. Quindi non ho comperato nulla.
Siamo poi passati (sbagliando treno in metro) ad un gande magazzino pieno di firme italiane dove Serena ha comperato un bento belliiissiiimo in uno dei pochi negozi con merce locale.
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Corea del Sud – giorno 11

Bandiera della Corea del SudSiccome Serena e’ stanca mi ha impostochiesto gentilmente di scrivere quello che abbiamo fatto oggi. Siamo ancora a Busan (da qualche parte trovo pure scritto Pusan) e stamani ci siamo alzati presto e siamo usciti per andare al famosissimo mercato del pesce della citta’: il Jagalchi fish market.
Pareva di essere sul sottomarino di Capitan Nessuno: tutto era piu’ grosso. Granchi con apertura alare di mezzo metro, vongole di 8cm di diametro, polpi alti un metro e tutto incorniciato da donnine gobbe con grossi guanti rossi che gettavano acqua sui loro averi.
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Addiction

Non vorrei sbilanciarmi troppo presto ma pare che, a lungo andare (anche un paio di settimane), la pancera di lana* dia dipendenza.

* taluni la chiamano fascia elastica ma sono degli sbruffoni…