Abbiamo cambiato casa

Grosso traslocoNella mattinata di oggi, 8 agosto 2008, ci siamo trasferiti a casa nuova che quindi diventa, subitaneamente e come per magilla, casa.

Appena tornato dal turno di notte subito non riesco ad accendere la luce sul comodino detta pure abat-jour in una qualsiasi lingua barbara. Pare che la lampada a risparmio energetico si sia offesa nel trasporto; l’ho convinta a cazzotti. Nel primo pomeriggio scopriamo che la TV non funziona (eh giovani, oggi iniziano le olimpiadi); chiamato ed arrivato l’elettricista, alla seconda scatola aperta, si profonde in un canestro di bestemmie all’indirizzo del suo dipendente che aveva, pare coscientemente, montato un componente visibilmente guasto nell’impianto dell’antenna.

Vi saluto per ora col mantra che ci sta accompagnando in questo trasloco:

dove cazzo potrebbe essere…

Ken Follett – Mondo senza fine

Ken Follett - Mondo senza fine (2007)È il 1327. Il giorno dopo Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge.
Il gruppo, composto da un ladruncolo, un bulletto, un piccolo genio e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste nella foresta all’omicidio di due uomini. Una volta adulti, le vite di questi ragazzi saranno legate tra loro da amore, avidità, ambizione e vendetta.
Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra.
Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste. Ma su ciascuno di loro resterà l’ombra di quell’inspiegabile omicidio cui avevano assistito in quel fatidico giorno della loro infanzia.
(1367p. €20,00)

Punti di vista del cazzo

L’abnegazione di Einstein alla sua attività, gli procura l’equivalente scientifico di un Oscar: il premio Nobel per la Fisica.

Sentita su History Channel.

Questi stronzi ci annienteranno. Oppure siamo già morti e non lo sappiamo.

Macellerie messicane

Condanne per i fatti di Bolzaneto

Tradotto da jimmi il 18 Luglio 2008 con licenza Creative Commons

Mancava poco a mezzanotte, quando il primo poliziotto colpì Mark Covell, abbattendo il manganello sulla sua spalla sinistra. Covell fece del suo meglio per gridare in italiano che era un giornalista ma, in pochi secondi, fu circondato da ufficiali della squadra antisommossa che lo colpirono con i loro bastoni. Per un po’ di tempo riuscì a rimanere sui suoi piedi, ma poi una bastonata al ginocchio lo spedì sul marciapiede.

Così comincia l’interessante articolo sulla sanguinosa battaglia di Genova pubblicato ieri dal Guardian in occasione della sentenza al processo sui soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto. Qui di seguito ne trovate la traduzione completa.
Leggi tutto “Macellerie messicane”

Otiti di tutto il mondo: unitevi! (a.k.a. Sardegna 2008)

Bandiera della SardegnaSiamo stati in Sardegna dal 05/07/2008 al 13/07/2008 e siamo tornati molto contenti per il tempo ed il mare e molto scontento (io) per l’otite che mi sono preso e che m’ha impedito, dal 4º giorno in poi, di poter fare snorkeling.
Grossa novità di quest’anno è stata l’acquisto delle pinne che, sebbene usate per un solo giorno causa (cazzo!) otite, sono forse la (più) migliore invenzione dopo il costume con la rete interna contenitiva.

Ombrelloni si protendono verso il cieloSerena legge sotto l'ombrelloneIl classico balenottero spiaggiato supino

Messe le pinne, per i primi 50 metri, credevo fossero fallate perché avevano la convergenza tutta sballata e tiravano a sinistra. Poi ho capito che la potenza poteva essere domata dalla ragione ed è andato tutto bene anche perché, abituato dai 20 ai 50km a volta in bici, potevo pinnare da qui fino all’apocalisse.

Serena tra me e l'ombrelloneL'ottimismo scivola sull'acquaCaletta per caletta per 3,14Porto di Alghero di notte

La Sardegna è sempre la stessa, il mare pare sempre più bello.
A proposito della bellezza del mare io vorrei spezzare un arpione sulla schiena degli stronzi che gettano in mare i contenitori di olio motore dalle barche.

Quest’anno mi sembrava che i turisti fossero di meno. Parlando coi nativi residenti ho capito che era vero.
Il traghetto vuoto a luglio è davvero di una tristezza totale. Si fa prima ma con tristezza.