Non so da voi cosa fiorisca.
Qui, con un certo anticipo sulla normale cadenza stagionale, sono fiorite le motozappe.
Il tutto si avverte non dalla fragranza dei fiori ma dall’insistente rumore che ti accompagna arrivando a casa verso le 14 e 30, salendo le scale e cercando di riposare dopo aver lavorato dalle 6 di mattina.
E qui ci scappa la parte sociologica del tutto: vivendo in una piccola società che si riconosce prima contadina e poi si guarda allo specchio per capire meglio chi possa essere, il possedere appezzamenti di terreno, anche minimi, viene considerato come uno status symbol che il Cellulare UMTS o la Mercedes SLK gli fa una sega.
Avendo, ahiloro, solo un piccolo fazzoletto di terra davanti il portoncino di casa, di superficie non superiore ai 14 metri quadri, si devono prodigare per dimostrare il proprio status.
Il tutto si articola in:
- Comperare l’ultimo modello di motozappa robotizzata giapponese finanche col 46 di Valentino Rossi sul cupolino
- Indossare camicie a quadrettoni e pantaloni di fustagno
- Salutare, appoggiati alla motozappa e con voce stentorea, tutti i vicini che capitano a tiro. Anche quelli di cui hanno, in casa, la bambolina voodoo con gli spilli infilzati
- Bucare con martello e chiodo arrugginito la marmitta nuova della suddetta motozappa per produrre più rumore possibile. Il mito di questa pratica è riprodurre il rumore della Harley Davidson 883; ancora non ci è riuscito nessuno.
- Zappare i propri 14 metri quadri per 6 ore fino a ridurre la terra a sabbia sahariana, inutile per qualsivoglia piantagione ma utilissima per far sembrare i suddetti 14 metri quadrati estesi come 5 ettari.
Erano bei tempi quelli della falce e del martello della vanga.

Richard decide di raggiungere l’amata Kahlan, regina della Galea, che sta tornando verso Ebinissia per ricostruirla e governare la sua nuova patria.
Oggi ho pedalato per 17 km di cui 8 km lungo il percorso verde. Mi sono ricordato perché servono i guanti e le imbottiture nelle zone topiche.
Il nostro pastore tedesco di riferimento sta davvero pigiando sull’accelleratore delle cazzate.
Le forze delle tenebre sono ormai all’opera. L’apertura della scatola dell’Orden ha creato una lacerazione nel velo magico che separa il regno dei morti da quello dei vivi, e portato alla luce la Pietra delle Lacrime, un gioiello di incredibile potere. Zedd decide di nascondere la pietra perché se dovesse cadere nelle mani sbagliate, potrebbe essere usata per distruggere del tutto il velo liberando l’efferato Guardiano. Richard è l’unico in grado di ricucire lo strappo del velo, ma dopo aver scatenato in maniera incontrollata i propri poteri magici latenti ha bisogno delle Sorelle della Luce, una misteriosa confraternita di incantatrici ritenute una leggenda, che da secoli si dedica all’addestramento dei maghi.