Una laurea ad Harvard e un contratto da favola con un prestigioso studio legale di Memphis.
Per Mitchell McDeere e sua moglie Abby il futuro non potrebbe essere più roseo. Tutto perfetto, insomma.
All’apparenza.
Peccato che l’Fbi pretenda proprio da lui le prove dei loschi affari che lo studio Bendini, Lambert & Locke gestisce per conto della mafia. E peccato anche che i soci anziani del suddetto studio abbiano la pessima abitudine di far eliminare i collaboratori infedeli. Tallonato dall’Fbi, minacciato dalla mafia, Mitchell è in trappola.
A meno che non riesca a mettere in atto la più formidabile delle beffe.
Dalla magistrale penna di John Grisham, il best seller internazionale che ha ispirato l’omonimo successo cinematografico diretto da Sydney Pollack e interpretato da Tom Cruise.
Leggendo i giornali online mi stropiccio gli occhi non riuscendo a credere alle mie fosche pupille: sembra che il nostro Ministro degli Esteri, famoso per essere un infiltrato della destra, abbia fatto, probabilmente per una svista, qualcosa di sinistra™.
Io che non sono mai andato allo stadio.
Mark Sway ha solo undici anni quando assiste involontariamente al suicidio di un avvocato di New Orleans.
La notte del 1° ottobre Abe Rosemberg, prestigioso membro della Corte Suprema americana, viene assassinato. Due ore più tardi Glenn Jensen, il più giovane dei colleghi di Rosemberg, viene strangolato in un cinema a luci rosse, probabilmente dallo stesso assassino. Il paese è sotto shock, Fbi e Cia brancolano nel buio.
Un dicembre di fuoco per Nick Stone che, sospeso dal servizio attivo, ha accettato un incarico fuori dell’Intelligence: rapire Valentin Lebed, un pezzo grosso della mafia cecena, che si trova in Finlandia.
Michael Connelly aveva sedici anni quando entrò a contatto per la prima volta con il mondo del crimine.
Sicilia, 412 a.C.: comincia il duello infinito fra un uomo e una superpotenza. L’uomo è Dionisio di Siracusa. La superpotenza Cartagine, signora dei mari e megalopoli mercantile. Dionisio, poco più che ventenne, combattente intrepido dell’esercito siracusano, è costretto ad assistere allo spaventoso massacro di Selinunte, splendida città greca al confine con la provincia cartaginese, a causa delle titubanze del governo democratico.