Greenville, Mississippi, 1967.
Una bomba devasta gli uffici di un avvocato impegnato nella difesa dei diritti civili, uccidendo i suoi due figli. Nessuno sembra dubitare della colpevolezza di Sam Cayhall, noto membro del locale Ku Klux Klan.
Vent’anni dopo, a Chicago, Sam Cayhall è ancora chiuso nel braccio della morte” e ha esaurito le possibilità di appello.
Adam Hall, giovane avvocato di un grande studio legale, chiede espressamente di essere assegnato a quel caso per ottenere la sospensione della pena.
Perché? Che cosa lo spinge a difendere un uomo la cui colpevolezza nessuno ha mai messo in discussione? Un avvincente, irresistibile legai thriller di John Grisham che terrà inchiodati i lettori dalla prima all’ultima pagina.
Autore: Daxeel
25 dicembre
E’ nato! E’ nato! (© 2002 Martina)
Mentre, al lavoro, sto ragionando sul fare o non fare gli auguri a chi mi conosce e mi legge qui, mi cadono gli occhi sulle ultime notizie riguardanti questo periodo in cui siamo tutti più buoni™.
Dopo aver visto che:
- il Natale sono pure riusciti a venderlo ai cinesi come festa dei consumi (me lo diceva la mia maestra delle elementari: “i DUE mali della società sono l’inquinamento e il consumismo” ora col senno di poi credo parlasse dell’inquinamento delle idee);
- a Roma il pastore tedesco non riesce a capire nè il senso dell’umana pietà nè quello dell’autogol quando, come tutti, ma molti lo fanno più onestamente, lavora per portare l’acqua al suo mulino;
credo che ci rimanga ben poco del Natale come lo sentivo da bambino quando facevo il chierichetto.
Beh, una parte del mio oscuro passato ve l’ho svelata. Non la raccontate in giro, non verrete creduti visto che questo post cambierà appena volgerete lo sguardo: più o meno quello che succede di questi tempi al Vangelo.
Gli auguri non ve li faccio, però sappiate che vi voglio bene. Mi sembra parecchio.
Addio signor Barbera
Apprendo dal sito della BBC che è morto, all’età di 95 anni, il cartoonist americano Joseph Barbera che, insieme a William Hanna, ha creato i cartoni animati che mi hanno fatto più ridere e sognare da bambino.
Mi ricordo la scritta “Hanna & Barbera” all’inizio (o era alla fine?) dei cartoni animati come una delle prime che ho letto.
Sono suoi figli:
- Tom e Jerry
- Braccobaldo
- Dastardly e Muttley
- Yoghi e Bubu
- Gli antenati: Fred, Wilma, Barney e Betty
- I pronipoti: la famiglia Jetsons
- La pantera rosa
- Scooby Doo
- Napo orso capo
i Puffi (qui magari ero più grande, era il 1982)UPDATE: Il buon Karim mi comunica che Wikipedia erra ed i puffi sono del belga Peyo
Beh, era solo per dire grazie.
Stephen King – La storia di Lisey
Com’è fatto il mondo segreto di uno scrittore strapremiato, adorato dal pubblico e dalla critica? Per venticinque anni Lisey è stata sposata al celebre Scott Landon. Un lungo, stupendo matrimonio con lui -un uomo meraviglioso ma complicato, con una tara nel sangue- e con l’universo di lui, una dimensione proibita ai normali, piena di cose fantastiche ed esaltanti, ma anche letali; di forze che possono risanare o uccidere, in virtù di leggi incomprensibili; il rifugio di un artista geniale e precoce, un Eden vigilato da un serpente inesorabile. Laggiù ci sono colline viola, mari al tramonto, ombre vaganti, tombe, e la «pozza delle parole», cui attingere a piene mani per creare e illudere…
Però ora Scott è morto e la vita di Lisey è uguale a quella di tante altre. Non siamo a Boo’ya Moon, bensì nel prosaico Maine, dove lei affronta il triste compito di svuotare il gigantesco studio del marito, con la sua mole di manoscritti. Un gesto innocente, ma che può scatenare le reazioni inconsulte di certi fan un po’ particolari. E non è tutto. Impegnata da una parte a difendersi dagli assalti alla sua persona, Lisey si rende conto, su un altro fronte, di essere come una porta lasciata aperta su quell’altro mondo ai confini tra ragione e pazzia… già intravede – negli specchi, nelle superfici lucide – il muso dell’essere che ha popolato gli incubi del marito, che ora viene per lei…
Lisey Debusher Landon non è una romanziere, ma sa che, guidata da una mano invisibile, adesso può scegliere di chiudere la partita scrivendo la sua storia.
Bere alcool etilico modifica il DNA
Grande titolo di Repubblica.it che dice:
Lady D, nessun complotto per l’incidente.
Il Dna prova che l’autista era ubriaco.
al che, siccome il DNA “È una molecola molto importante perché trasporta l’ informazione genetica necessaria alla trasmissione dei caratteri ereditari“ mi vengono in mente delle ipotesi:
- forse l’analisi del DNA ha fatto passi da gigante oltre i limiti del motore ai cristalli di dilitio;
- forse il whisky modifica il DNA;
- forse la sbronza è ereditaria;
- forse quando sarò rincoglionito dall’età potrò chiedere l’esame del DNA per sapere cosa ho mangiato a colazione;
- forse, come al solito, i giornalisti non sanno una beata fava di quello che scrivono.
A onor del vero la stessa cosa l’ho sentita in TV ieri sera al TG ma credevo di aver capito male perché avevo bevuto parecchio per confondere un eventuale esame del mio DNA.
Buon 30° compleanno, Luisona!
Apprendo dal sito di Repubblica.it che domani sarà il trentesimo compleanno della Luisona. Tanti auguri e cent’anni di permanenza nella bacheca…
Diciamo pure che un po’ mi manchi. Tu, Achille ed Ettore e la loro bicicletta e pure i celestini, la pallastrada e il cavolo diavolo. (Si è forse capito che gli ultimi libri non mi son piaciuti?)
Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: “La meringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo”. Oppure: “E’ ora di dar la polvere al krapfen”. Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva.
Subito nel bar si sparse la voce: “Hanno mangiato la Luisona!”. La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perchè il suo gesto malvagio conteneva già in sé la più tremenda delle punizioni. Infatti fu trovato appena un’ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori. La Luisona si era vendicata.
La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità. Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l’esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza e rinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l’intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi. Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene.Stefano Benni, Bar Sport (1976)
Dopo il bagnetto…
Lisa Scottoline – Fino a prova contraria
Bennie Rosato, giovane avvocato, è abituata a muoversi con sicurezza in tribunale come nelle strade malfamate di Philadelphia e nei file dei computer.
Ma rimane sconvolta quando apprende che Mark, suo socio ed ex amante, è stato ucciso e che lei è l’indiziata principale.
Di sicuro qualcuno vuole incastrarla, sfruttando la mancanza di un alibi e la presenza di un valido movente.
Uscito in Italia sotto il nome di Lisa Scott, imposto arbitrariamente dai nostri editori, forse per timore che potesse essere presa per un’autrice italiana (come già era accaduto a David Baldacci, trasformato, senza alcuna logica, in David B. Ford).
Valerio Massimo Manfredi – L'ultima legione
Anno Domini 476. Il re barbaro Odoacre depone l’ultimo imperatore romano, il tredicenne Romolo Augustolo, confinandolo a Capri. Il sipario cala definitivamente sulla civiltà di Roma. Ma non tutto è perduto. Un pugno di legionari sembra risorgere dal campo di battaglia: Rufio Elio Vatreno, veterano di infinite battaglie, Cornelio Batiato, gigante etiope dalla forza smisurata, e il comandante Aurelio, il più leale e coraggioso. Insieme a Livia Prisca, formidabile guerriera, sono decisi a tutto pur di liberare Romolo Augustolo e il suo precettore Meridius Ambrosinus. Una volta riusciti nella loro impresa, ha inizio una caccia all’uomo senza esclusione di colpi, una lotta disperata in cui l’intelligenza, le astuzie, il coraggio di quattro soldati proteggeranno e guideranno l’ultimo Cesare; una fuga a perdifiato attraverso un’Italia e un’Europa devastate e drammaticamente affascinanti, fino all’ultimo approdo, fino all’ultima resa dei conti in un luogo desolato agli estremi confini del mondo. Dove, dalle ceneri di un mondo che si era creduto immortale, sorge un nuovo mito, destinato a varcare i millenni.
Valerio Massimo Manfredi – L’ultima legione
Anno Domini 476. Il re barbaro Odoacre depone l’ultimo imperatore romano, il tredicenne Romolo Augustolo, confinandolo a Capri. Il sipario cala definitivamente sulla civiltà di Roma. Ma non tutto è perduto. Un pugno di legionari sembra risorgere dal campo di battaglia: Rufio Elio Vatreno, veterano di infinite battaglie, Cornelio Batiato, gigante etiope dalla forza smisurata, e il comandante Aurelio, il più leale e coraggioso. Insieme a Livia Prisca, formidabile guerriera, sono decisi a tutto pur di liberare Romolo Augustolo e il suo precettore Meridius Ambrosinus. Una volta riusciti nella loro impresa, ha inizio una caccia all’uomo senza esclusione di colpi, una lotta disperata in cui l’intelligenza, le astuzie, il coraggio di quattro soldati proteggeranno e guideranno l’ultimo Cesare; una fuga a perdifiato attraverso un’Italia e un’Europa devastate e drammaticamente affascinanti, fino all’ultimo approdo, fino all’ultima resa dei conti in un luogo desolato agli estremi confini del mondo. Dove, dalle ceneri di un mondo che si era creduto immortale, sorge un nuovo mito, destinato a varcare i millenni.