novantasei (ancora!) ( -25 )

kilono.gifDisfatta! Sciagura!
La maledizione di Tutank… uhm… del Capodanno si è abbattuta su di me facendo facendomi rimanere a 96 chili!

Oggi visita dal dietologo: lui stressatissimo. Mi dice subito, dopo avermi pesato, che stava uscendo da una due-giorni di lamenti da parte dei suoi clienti che al gemito di “panettone, pandoro e zampone” si giustificavano della loro immonda condotta (secondo me, da questo punto di vista, se la suda davvero tutta la parcella).

A me ha detto invece che forse, visto che il suo traguardo per me era 95 kg, io, psicologicamente, mi vedo arrivato e non riesco a perdere di più, quando invece so che io voglio arrivare almeno ad 88 kg.
Dovremo litigare. Ho paura vincerà lui.

Abbiate pietà. Io ne ho per me stesso…

Dan Simmons – Gli uomini vuoti

gliuominivuoti.jpgPer tutta la vita Jeremy ha subito l’aggressione dei pensieri degli altri, di una folla di suoni, parole, immagini che non gli appartengono, e che la sua mente telepatica continua a registrare senza tregua, incessantemente, ferocemente.

Solo Gail gli faceva da scudo, lo proteggeva dalla pazzia.

Ora Gail è morta.

E Jeremy sta scivolando giù.

novantasei ( -25 )

albero.pngkilo.gifalbero.pngUn altro chilo.
Complice il Natale e i relativi pranzi, che poi è compagno di merende del “Ma dai, per una volta mangia tutto! Cosa vuoi che sia!” sono arrivato a Santo Stefano (inteso come il giorno dopo Natale) un po’ appesantito.
Veramente non essendo più abituato a mangiare cose esotiche come i tortellini in brodo o i ravioli al ragù o l’arrosto di agnello o il tacchino in crosta di salsiccia, il giorno dopo mi sono sentito come ubriaco con quello che gli spagnoli chiamano il mareo.
Probabilmente il mio fegato, che sta iniziando ora a ripulirsi, ha urlato di nuovo come ha fatto, inascoltato, per anni.

Ho fatto pace col Natale

Sono stato per anni il classico tipo che diceva che il Natale (all’asilo delle suore mi hanno insegnato a scriverlo maiuscolo) era la fiera delle ipocrisie, una geniale trovata commerciale, un modo per intasare le strade, i negozi e le case di macchine, persone e fuffa; in definitiva una gran rottura di cazzo.

Adesso invece sono libero. L’ho mentalmente rimosso così come ho fatto con San Valentino, La festa della mamma, Pasqua, La Befana e Halloween.

Voi vi chiederete: perché ci hai messo così tanto?

E’ semplice, quest’anno non hanno neppure appeso le luminarie nella mia via.

Poi, girando per le strade vedi queste cose:

manifesto_stiamomantenendo.jpg

…e nessuna parola ha più senso.

Sto rispolverando la mia copia di 1984

Per chi si chiedesse il motivo per cui abbia messo questa immagine posso rispondere che mi serve per RICORDARMI di aver notato la leggera presa per il culo nel caso, tra qualche mese, a seguito di lobotomia frontale mediatica, mi ritrovassi d’accordo lui.

novantasette ( -24 )

kilo.gifUn chilo.
Non male considerando la sortita di sabato scorso al ristorante greco dove al grido di “troverai sicuramente qualcosa da mangiare che sia compatibile con la dieta (a.k.a. carne e verdure)” mi sono fatto incoscientemente trasportare nel famoso ristorante greco dove ho trovato una versione greca del Mc Donalds con tripudi di polpette greche e patatine fritte greche e salsine greche e pane greco e moussaka (o come cazzo si scrive) finanche greca.

Beh, nonostante la grecità del tutto, ho perso un chilo. Non mi lamento.

Stephen King – Tutto e' fatidico

tuttoefatidico.jpegChi fa l’autostop di notte e sale sulla macchina sbagliata
Chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno sia un po’ troppo al sangue…

Stephen King ci propone un giro nell’ignoto in quattordici tappe dove paura e angoscia, macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende di questi racconti.
Non regalate animali, non comprate nulla alle svendite da cortile, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto e, soprattutto, sappiate che tutto è fatidico.

Stephen King – Tutto e’ fatidico

tuttoefatidico.jpegChi fa l’autostop di notte e sale sulla macchina sbagliata
Chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno sia un po’ troppo al sangue…

Stephen King ci propone un giro nell’ignoto in quattordici tappe dove paura e angoscia, macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende di questi racconti.
Non regalate animali, non comprate nulla alle svendite da cortile, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto e, soprattutto, sappiate che tutto è fatidico.

Karin Slaughter – Corpi

corpi.jpgA Heartsdale, in Georgia, la paura arriva come un brivido sottile, in un’alba tranquilla, mentre la cittadina è ancora immersa nel sonno.
Uno studente del Grant Tech College muore, apparentemente suicida, e Sara Linton, coroner locale, raggiunge la scena del delitto insieme a Tessa, la sorella incinta.
Un attimo di distrazione e Tessa scompare.
Di colpo la placida e rispettabile Grant County precipita in un incubo terrificante. Dietro alle partite di golf e alle feste di beneficenza del college, si annidano violenze domestiche, traffici di droga e festini a luci rosse, mentre il numero dei morti continua a salire.
Per il detective Jeffrey Tolliver, Lena Adams, la guardia di sicurezza del campus segnata da un grave trauma, nasconde qualcosa…

novantotto ( -23 )

kilo.gifkilo.gifDUE chili!
Non ci avrei mai creduto. Ho perso due chili in due settimane e invece di fare una figura barbina ho fatto un figurone col dietologo.
In più mi e’ passato pure il nervoso che traspariva lievemente dal precedente post.
Ho deciso di perdere ancora 10-12 kg, sono curioso di sapere quando riuscirò nell’intento. Il prossimo appuntamento col dietologo sarà dopo l’epifania.

Per ora l’argomento dieta è piacevole :)

Stephen King – Colorado Kid

coloradokid.jpgFresca di scuola di giornalismo, la ventenne Stephanie McCann sta facendo uno stage presso il minuscolo quotidiano di un’isoletta del Maine, dove si occupa di picnic parrocchiali, sparizioni di gatti e altre amenità.
Ma un pomeriggio i due anziani proprietari della testata le raccontano un vecchio caso di cronaca. Una storia del passato che parla di una coppia di reporter e di un cadavere chiamato Colorado Kid, di una morte che forse era un omicidio, ma senza movente, senza alibi, con tempi impossibili e indizi assurdi. Accaduto proprio lì.
In venticinque anni, ogni scoperta anziché chiarire i fatti li ha ammantati di oscurità, ogni risposta anziché esaurire le domande le ha moltiplicate.