Oggi, sotto forma di un auricolare per telefono cellulare, è ufficialmente entrato in casa mia, dopo anni ed anni passati a seguirne le vicissitudini, il BlueTooth.
Dando felice la notizia, vi informo che sto aspettando con ansia l’arrivo dell’ IEEE1394 (conosciuto anche come Firewire) anche se ancora non ho capito in quale forma mi si potrà presentare…
Vi farò sapere. Stay Tuned :)
Update: Ho parlato troppo presto. Quella merda di auricolare non va. Ho già scritto allo spacciatore. Attendo risposta…
RI Update: Lo spacciatore, in una email in cui mi minaccia delle peggiori calamità nel caso il prodotto fosse conforme, mi chiama “gentile utente“. Utente ci chiami a tuo zio.
RI Update: Pare che dopo alcuni riti voodoo il tutto stia funzionando. Si, lo so, vi state chiedendo “ma fino a quando?” Non lo so.
Autore: Daxeel
Mark Billingham – Collezionista di morte
Alison Willets giace in un letto d’ospedale.
Può vedere, sentire, persino comunicare con un lieve sbattere di palpebre, ma la sua vita dipende dalle macchine a cui è attaccata.
Chi l’ha ridotta così è un killer spietato, che uccide le sue vittime con un’abile pressione delle dita sull’arteria vertebrale.
Tre ragazze sono già morte e, per l’ispettore Tom Thorne, se Alison è viva significa che nella procedura del killer qualcosa è andato storto.
Finché non scopre l’agghiacciante verità: non è lei l’errore, ma le tre vittime precedenti.
Consultiamo il cervellone
Ieri sera, al TG2, momento delle previsioni del tempo.
Si sente quell’aria elettricamente carica che trasuda dai suddetti previsori che finalmente hanno qualcosa di succoso da dire visto l’avvento del tempaccio.
Rimango basito quando il previsore di cui sopra inizia il suo intervento con “Abbiamo consultato il nostro CERVELLONE”
Questa si chiama evoluzione, il mio capo, 8 anni fa, lo chiamava “il bamboccio“.
Valerio Evangelisti – Il Castello di Eymerich
Eymerich inciampò per la terza o quarta volta.
La luce della luna, di per sè fioca, era resa intermittente dalle nubi che correvano veloci, trasportate da folate di vento impetuoso.
Avrebbe dovuto fare come padre Gallus, che con la sinistra teneva la tonaca da domenicano sollevata sulle gambe magre, mentre con la destra si reggeva al bastone.
Ma Eymerich giudicava quella postura troppo femminile, e sconveniente per la sua dignità.
Preferiva quindi continuare a inciampare sulle pietre aguzze della collina anche se i suoi piedi erano ormai tutti una piaga.
“Tra breve ci imbatteremo in qualche sentinella del Crudele” sussurrò, anche per vincere il proprio nervosismo.
“Lasciate parlare me”.
Artista per buffone
Ci si lamenta sempre.
Ci si lamenta del fatto che hanno chiuso le porte della Rai a Paolo Rossi, a Luttazzi, a Hendel.
Poi uno capisce che è solo un naturale avvicendamento.
Adesso abbiamo Buttiglione e Sirchia.
Di Berlusconi non diciamo nulla. Si commenta benissimo da solo.
[applausi]
Alessandra C. – Webmaster
Un thriller dove il mondo virtuale delle chat, diventa reale: reale coem l’angoscia di essere perseguitati, reale come la paura di morire.
Un romanzo che affronta il mondo di internet, virtù e pericoli, ipocrisie e risorse.
Una storia d’amore e sesso insolita e morbosa tra due giovani che cercano di riempire il vuoto del reale con il virtuale.
Dopo tutto chi mette in discussione il telefono se riceve uno scherzo telefonico?
(ndDax: credo che l’autrice non abbia mai chattato oppure sia dovuta scendere a compromessi perché capisse pure chi non ha mai usato una chat. Fuori da ogni logica, sfiora la presa per il culo. Non avrà altri soldi miei.)
Stephen King – La Torre Nera
L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì. Così esordiva la storia, sette libri fa.
Ora la caccia è finita: Roland di Gilead, con i compagni che ha raccolto attorno a sè nel viaggio, è di fronte al suo destino.
Nelle prime pagine di questo volume ritroviamo il gruppetto sano e salvo, sebbene sparso per ogni dove e ogni quando.
Susannah-Mia è stata trasportata dal Dixie Pig di New York in una stanza degli orrori di Fedic, dove vedrà la luce suo “figlio”.
Jake e il Père Callahan, con Oy sono entrati nel locale ad armi spianate per salvare la ragazza, ignorando il pericolo in agguato.
Roland e Eddie, con John Cullum, sono nel Maine del 1977, e incominciano a capire che il mondo da cui stanno cercando di fuggire è l’unico reale.
Italia senza fumo
Oggi inizia l’era del nuovo proibizionismo.
La nuova guerra dei poveri.
Da oggi, dice Sirchia, l’italiano è più libero, l’italiano è più sano.
L’itaGliano da oggi puo’ difendersi da tutte le cazzate che gli hanno propinato negli anni scorsi (pericolosità del fumo passivo, grandi spese per la salute dei fumatori, morti per aver respirato il fumo altrui) e lo puo’ fare in tanti modi.
L’itaGliano puù pure utilizzare questa campagna per sfogarsi contro qualcuno di tutto il tempo passato nel traffico la mattina, del fatto che sua moglie si scopa violentemente il postino e pure del fatto che non gli tira più. E poi dite che queste campagne non servono a nulla.
L’itaGliano può sentirsi piu’ sicuro adesso che dopo aver aumentato le sigarette e aver vietato il fumo nei locali pubblici non potrà più fargli male l’ossido di carbonio emesso dalle fabbriche.
L’itaGliano può ora vedere, nella pubblicita’ televisiva, come son fatte e di quali marche acquistare le gommine alla nicotina che lo possono “aiutare a smettere” le quali dicono, dicono in molti, sono prodotte dalle stesse aziende che spendono soldi per diffondere le junk news (le notizie spazzatura, le false statistiche) riguardo il fumo passivo.
L’itaGliano può pure gloriarsi di avere il Codacons che, nello stesso giorno dell’entrata in vigore della legge, propone di estendere, per legge, il divieto di fumo pure NELLA MIA AUTO.
L’itaGliano se lo merita. E comincia anche a farmi un po’ schifo.
Ah, sono così incazzato avendo già smesso di fumare.
Pensate cosa sarei stato se stessi ancora fumando.
Befana 2002
Spulciando tra le mie vecchie email ho scovato questa che mandai ai miei amici per la befana del 2002.
La trovo abbastanza attuale anche se mi pare sia subentrata in me, in maniera massiccia, l’indifferenza a tante stronzate che cercano di farmi assorbire come ad un cane di Pavlov.
Ed ho pure perso lo spirito del Natale. Qualcuno di voi l’ha visto? :)
A voi.
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Ja, tu pikkolo fantolino
Capodanno in Germania, Monaco di Baviera.
Ne sto scrivendo ora perché solo ora riesco a riavere e padroneggiare almeno la metà delle mie misere funzioni fisiche.
Ecco a voi la mia psicopatologia del Capodanno:
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