Mi si è indignato finanche il cazzo

Anni fa succedeva, ora probabilmente no perché, selezionando selezionando, certe persone le ho vaffanculate ben benino, che certuni, fieri del loro tasto sinistro del mouse, pensavano di poter cambiare il mondo inoltrandomi una mail con la quale io potevo salvare dei bambini solo inoltrandola a qualcun altro.
Ora invece va di moda indignarsi. Tutti, in questi giorni prima delle olimpiadi, si indignano e vogliono fermare le olimpiadi, la torcia, e pure la sorella di Hu Jintao.
Io sinceramente penso che il tibet sia l’ultimo dei problemi da affrontare.

Personalmente mi indigno ancora per:

  • Israele e la Palestina dove i diritti umani…
  • il Darfur dove non sono nemmeno umani…
  • il fatto che in Spagna si viva meglio che in Italia (loro sono umani)
  • l’Afghanistan invaso dagli USA perché i diritti degli arabi…
  • l’aumento del prezzo dei carburanti che mi pigliano pure per il culo che se aumenta il divario tra il dollaro e l’euro il petrolio aumenta di prezzo e DI CONSEGUENZA i prezzi IN EURO aumentano lo stesso
  • Israele e il Libano dove i libanesi, di umano, poco…
  • l’Iraq invaso dagli USA che in Iraq di umani non se ne vedono da Hammurabi…
  • il Myanmar e la scarsa durata dei blog arancioni
  • Guantanamo dove no, lì no, lì i diritti umani…
  • Il prezzo delle zucchine che sembrano venire da Marte
  • Veltroni (new entry)

Adesso ho sonno. Ma se volete la lista l’allungo.

Corsa cinquantatreesimo giorno

corsa.pngVolevo andare in bici ma poi ho visto che tirava vento e che era tardi. Il vento e l’assenza di sole sono, di questi tempi, due cose fatali per i vecchietti come me in bici e quindi ho deciso, come un coglione, di andare a correre.
Dopo 500 metri iniziavo a cercare di ricordare l’ultima volta che avessi corso e mi sono ricordato solo leggendolo qui. DUE settimane di fancazzismo corsaiolo mi hanno portato a caracollare sfinito per la campagna assisana con, come unico barlume di intelligenza, il cercare di andare piano e di finire il tutto.

Beh ma che ci frega, sono ancora vivo.

Colonna sonora: The Wire: And All the Pieces Matter – Five Years of Music from The Wire (2008)

Percorrenza 5,67 km dalle 16:39 per 50’38” – Ritmo medio 8’55”/km – Peso ↑ 102,7 kg

Bicicletta 21km (21/08)

TricicloIl percorso di oggiFinito il grande diluvio di Pasqua e il grande freddo polare primaverile, posso finalmente riprendere la bici.
Riparto oggi con una sgambatina leggera solo per capire quanto ho perso, in questi 3 mesi di cicloinattività, delle mie immani potenze che scaricavo a terra tramite la mia poderosa bici.
Ho capito che fisicamente sto ancora abbastanza bene ma quello che mi spaventa a questo punto è quanto mi possa essere rincoglionito in questi mesi visto che dopo un po’ di catrame verso sud prendo baldanzoso il percorso verde e scopro di dover necessariamente pedalare sull’erba se non voglio che mi appaia, sulla schiena, la Grande Riga Marrone™. Il problema mi si è posto quando l’erba è finita.
Dopo aver sguazzato nel fango un pochetto decido di salire verso Assisi lungo Campiglione per testarmi sulle salite. Devo dire che ne sono rimasto abbastanza contento.

Fa ancora freddo, sono tornato a casa tutto intirizzito.

Percorrenza 21,81 km dalle 14:27 per 1h17’23” – Vel. media 16,9 km/h – Peso 102,5 kg
Leggi tutto “Bicicletta 21km (21/08)”

Il pallone è mio…

Leggo sul blog di Mantellini che qualcuno di sabato ha deciso di chiudere temporaneamente il proprio sito.

Blogbabel chiude pappappero

Non ci posso credere, cose così sono decenni che non le sento, da quando smisi di andare all’asilo.
Intanto io mi son fatto lo screenshot, non si sa mai che domani, nanescamente, smentiscano tutto.
Vorrei qui ringraziare Napolux e PaulTheWineGuy per aver fatto fare loro:

Ci criticate? E noi lo chiudiamo! Pappappero!

Che poi diciamocelo. Io ero oltre la novemilacinquecentesima posizione. Mi dovevano stare sul cazzo per forza.

UPDATE delle 02:43 Che poi succede di pensare che magari non sono così pieni di sé e che magari un momento di incazzosità prende a tutti e che magari hai l’editor aperto e l’ftp acceso e che cambi la homepage prima di poterci ragionare da umano. No, poi scopri che è uno stile di vita.

Addio Sir Arthur

HAL 9000Ci ha lasciato ieri uno dei più visionari scrittori di fantascienza: Arthur C. Clarke.
Volevo solo salutare qui uno degli scrittori che mi ha accompagnato fin qui da quando, diciottenne, ricominciai a leggere.

Potrai finalmente andare su Europa ed Io e Ganimede. Grazie di tutto.

Le tre leggi di Clarke:

  1. «Quando un anziano affermato scienziato dichiara che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione; quando dichiara che qualcosa è impossibile, ha probabilmente torto.»
  2. «L’unico modo di scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell’impossibile.»
  3. «Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.»

Corsa cinquantaduesimo giorno

corsa.pngDopo tanto tempo e millenni di scuse con me stesso per non andare, sono tornato a correre. Mi vesto di tutto punto, parto e mi schianto il fiato andando troppo forte.
Dopo un chilometro e mezzo vedo una variazione nella tensione superficiale di una pozzanghera.
Dopo 10 metri inizia a piovere con dei goccioloni da 3 etti. Torno indietro e dopo 700 metri vedo arrivare, lancia in resta, Serena in macchina in mio soccorso.
Tanto brava lei…

Di strada ne ho fatta poca, ma molto velocemente.

Colonna sonora: Sex Pistols – Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols (1977)

Percorrenza 2,22 km dalle 14:17 per 17’05” – Ritmo medio 7’42”/km – Peso 102,5 kg

Corsa cinquantunesimo giorno

corsa.pngPartito come un figlio qualunque del dio romano che vive nel termometro, sentivo le ali ai piedi e il vento che mi sosteneva, la luce del tramonto che mi solleticava la schiena e l’amico catrame che mi aiutava a vincere la forza di gravità.
Come un coglione chiudo il primo chilometro in 6’14” che per me è un tempo stellare e mi glorio di ciò per i successivi 400 metri prima di rendermi conto che avevo finito tutto; poco più avanti sento un leggero dolorino al ginocchio destro che mi fa comprendere che sono ancora mortale e facendo un check totale capisco che sono ridotto uno straccio. Accorcio il percorso e cerco di arrivare integro a casa.

Alla fine ho fatto un buon tempo ma ho davvero rischiato come il Challenger.

Colonna sonora: Pink Floyd – The final cut (1983)

Percorrenza 4,50 km dalle 17:19 per 35’15” – Ritmo medio 7’49”/km

Corsa cinquantesimo giorno

corsa.pngStrane cose sono successe oggi. Mi vesto leggero visto il surriscaldamento globale™ ma poi noto un certo venticello che piegava gli alberi. Decido di vestirmi da montagna; esco e sento che fa caldo.
Correndo sento che qualcosa non andava, c’era qualcosa di diverso. Ho sacoperto che il vento, che ha soffiato sempre da nord, stava, per la prima volta nella stagione, soffiando da sud. Ed era pure tiepidino.

Continuo a correre col sole che tramonta alle spalle e Assisi buia per una grossa nuvola. Bellissimo.
Mi son sentito come Armstrong quando hanno fatto le riprese del finto atterraggio sulla luna.

Colonna sonora: Pink Floyd – A Momentary Lapse of Reason (1987)

Percorrenza 5,67 km dalle 17:15 per 46’06” – Ritmo medio 8’07”/km

Corsa quarantanovesimo giorno

corsa.pngL’aria si sta scaldando, io sto peggiorando i tempi. Inizio a correre cercando altre posture sostitutive alla mia rotolo-caracollante e facendo così mi ritrovo ad interessare muscoli mai usati prima® che giustamente urlano per il fatto di essere destati in cotal barbaro modo.
In definitiva mi fanno male le gambe, ma solo sotto al ginocchio, sopra abbiamo una struttura che spaventa visto che deve deambulare tanto omone.

Andando per strada ho comunque visto che molti stanno riprendendo la bici. Credo che la mia parentesi invernale sulle scarpette finirà presto.

Devo oliare la catena.

Colonna sonora: Gogol Bordello – Gypsy Punks: Underdog World Strike (2005)

Percorrenza 5,67 km dalle 16:55 per 49’27” – Ritmo medio 8’43”/km