E’ più di un mese che ho smesso di fumare.
Le cose sono cambiate per me; è cambiato il mio rapporto con la sigaretta o meglio con le 40-50 sigarette che mi fumavo ogni giorno…
Adesso, dopo 22 anni passati a fumare, non mi sento più in obbligo (i fumatori capiranno) di comperarle, non sento più il bisogno di averne sempre addosso, non sento il bisogno di fumare.
Però sono sempre incazzato con chi rompe i coglioni ai fumatori arroccandosi in cima alla loro ignoranza e cattiveria che, per chi non potesse immaginarle, posso giurare che raggiungono spesso, in altezza, le vette himalayane.
Se avete voglia di leggerlo, qui c’e’ tutto, ma proprio tutto, quello che ho pensato prima (da fumatore) ed ora (da non fumatore) e che poi, lo so, sono la stessa cosa.
E noi, spero un giorno, li seppelliremo con un “vattene coglione!” (ehm…).
Avendo guardato per non più di 10 secondi, su RaiDue, una trasmissione che si dovrebbe chiamare “Punto e a Capo” (o qualcosa con la parola punto nel nome) mi è balenata in mente una scena dal film “Bianco Rosso e Verdone”:
Io ho degli amici che si connettono ad internet tramite il proxy (abbiate fede, è un coso che serve per connettersi ad internet) della loro azienda.


Vacanzettina in Spagna.
Vi succede mai che girando per casa (la casa che conoscete bene e che il vostro cervello conosce meglio di voi) di cogliere con la coda dell’occhio un particolare che non quadra, un qualcosa che non dovrebbe esserci?