Bicicletta 29km (341/09)

Il vostro intrepido ciclistaIl percorso di oggiNon lo dite a nessuno ma sono uscito in bici (suspance) DI MATTINA.
Minacciato con uno scopettone dalla mia metà di fatto (non la mia pancia, parlo di Serena) sono stato gentilmente invitato a togliere l’incomodo perché sarei stato d’intralcio. Ci vorrebbe un altro post per spiegare il lungo e travagliato lavoro fatto da me negli anni per farmi vedere come un intralcio quando c’è da usare scopa e straccio.
Torniamo alla bici. La infilo, debitamente smontata, nella mia macchina e raggiungo il parcheggio del LIDL di Ponte San Giovanni. Noto che il parcheggio è pieno di pensionati con un aspirapolvere, credo la maxi offerta della settimana, sottobraccio che vagano come formiche calpestate.
Non curandomi di loro mi metto guanti, bandana, casco, rimonto la bici e parto infilandomi nel percorso verde (pure pista ciclabile) lungo il fiume Tevere. I frequentatori sono diversi, ci sono sciami di pensionati e un sacco di donne e ragazzette che camminano con il maglione tattico anticulone© legato in vita, di solito di colore chiaro, con 30 gradi all’ombra. FAIL!
Raggiungo Ponte Felcino dopo essere passato per Ponte Valleceppi e superato il ponte sul Tevere mi infilo nel Bosco Didattico dove ci sono bellissimo boschetti di bambù oltre a un casino di altre piante che non conosco.
Dal bosco didattico arrivo alla fine del percorso verde a Villa Pitignano e attraverso di nuovo il Tevere su un ponte pedonale (credo pure usato per l’irrigazione) e, passando davanti al Relais San Clemente, mi dirigo verso Bosco e da lì verso Ponte Felcino dove, al ponte, mi reinfilo nel percorso verde.
Tornato alla macchina tutto bello colorato, sudato e afroso sono andato a fare la spesa al LIDL con i bambini che mi indicavano col ditino e la mamma che li schiaffeggiava sulla manina.

Nuvoloni sul Tevere oscuroTabacco maturoFattoria ai bordi del Tevere

Percorrenza 27,37 km dalle 08:48 per 1h26’28” – Vel. media 19,0 km/h – Peso ↓ 95,4 kg
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novanta5 [-22,5]

mezzo chiloMezzo chilo dopo mezzo chilo vedo che sto continuando a perdere peso.
Il problema che mi si pone ora è che ho sempre fame e mangio parecchio: cose tipo cetrioli, pomodori, carote e altre cose che non ingrassano, ma spesso ho bisogno della quantità.
Ciò mi spaventa un pochino perché vorrei mangiare il poco che serve senza mangiucchiare per noia, cosa che mi succede solo quando sono in casa. Il problema è che non ho più vizi.

Dovrei ricominciare seriamente a fare attività fisica che le endorfine danno dipendenza e quindi potrei considerarle un vizio.

Lunedì prossimo si va dal dietologo. Argh.

Kaeru no ko wa kaeru

Il titolo è in giapponese e significa Il figlio di una rana è una rana, in inglese sarebbe Tale padre, tale figlio e dalle mie parti si dice La quercia non fa l’uva

Bossi Renzo

E con questo post ho terminato il trittico gentilmente richiestomi da Karim. Spero ne sia contento.
La foto l’ho rubata in giro e non ricordo dove. Mi dispiace. Fosse tua dimmelo che, se desideri, la rimuovo.

Il compagno Fini e il sol dell’Avvenire

Berlujokerla vita è dura per chi è di sinistra o, come mi dicono i miei amici di destra, per chi pensa di esserlo.
Mi ritrovo, io di sinistra, a guardare la desolazione politica di idee e la sinistra che sta facendo un qualcosa che non capisco che posso pensare faccia solo se ricattata alla stasi da qualcuno.

In mezzo a questo deserto del Gobi spuntano, inattese, due voci che non mi sarei mai aspettato di ascoltare.

Se non sta attento potrebbe pure vincere le primarie del PD.
Forse no, il PD pare più a destra. E poi il PD non si augura a nessuno.

  • L’avvenire. Il giornale della CEI sta cercando di riportare a galla certi valori positivi, tipo il non scoparsi le minorenni, il non andare a mignotte e soprattutto il non fare lo sborone, che erano un pochino passati in secondo piano.
    Questo quando la chiesa cattolica romana cercava di farsi i cazzetti suoi™ strappando una legge di qua e una di là, tipo la delibera beffa e tipicamente cattolica sulla RU486, perdonando col silenzio le cazzate personali del premier.
    Ma non preoccupatevi, ci fosse bisogno, in caso di deriva laicista (ad uno intelligente queste due parole dovrebbero far ridere, hai riso?), saranno sempre lì col sacchetto per raccogliere le offerte.

Come da gentile richiesta di Karim ho messo nel post il Vaticano e la Figa. Per Bossi deve portare pazienza.
La foto del joker l’ho rubata qui e l’ho pubblicata essendo sotto licenza Creative Commons.

Andrea Camilleri – La danza del gabbiano

Andrea Camilleri - La danza del gabbianoPrima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano si lascia incantare dal gabbiano morente dalla finestra della sua casa di Marinella, ma fa presto a dimenticarlo. Sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire.
Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l’ultima volta al molo, aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci.
Qualcuno poi l’ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora.
(271p. €13,00)

novanta5 e mezzo [-22]

mezzo chiloMezzo chilo.
Non ci speravo neppure, credevo di dover creare l’icona nuova del non sono dimagrito; invece anche dopo essere stato alla sagra paesana col parentame e mangiato quello che c’era, e non era propriamente dietetico, sono riuscito a dimagrire un mezzo chiletto che mi dice che la dieta è brutta e cattiva ma funonzia.

Al prossimo lunedì.

Andrea Camilleri – L’età del dubbio

Andrea Camilleri - L'età de dubbioNel corso di questo nuovo caso – “la più marina delle indagini di Montalbano” l’ha definita Camilleri – che si svolge tutto nel porto di Vigàta, tra yacht e cruiser, il lettore resterà colpito dal cambiamento che si è verificato nel commissario, come se Camilleri avesse voluto scavare più intensamente dentro i sentimenti del suo beniamino.
Una mattina viene trovato nel porto di Vigàta un canotto, all’interno il cadavere sfigurato di un uomo.
L’ha riportato a riva un’imbarcazione di lusso, 26 metri, abitata da una disinvolta cinquantenne e da un equipaggio con qualche ombra.
Proprietaria e marinai devono trattenersi a Vigàta fino alla fine dell’inchiesta sul morto (ammazzato col veleno, stabilisce l’autopsia), ma intanto è proprio su di loro che Montalbano vuole indagare.
(265p. €13,00)

Andrea Camilleri – Il sonaglio

Andrea Camilleri - Il sonaglio“L’adolescente Giurlà è un mandriano di capre. Proviene dalla costa. È un ottimo nuotatore, e ha rischiato di diventare un altro Cola Pesce. Ha sfiorato pure il pericolo della deportazione nelle terre calve: poteva diventare un caruso, un nuovo (pirandelliano) Ciàula negli antri infernali e nelle tenebre di una zolfara. Come guardiano di armenti, sugli altopiani, poteva toccargli in sorte il destino di solitudine di Jeli il pastore. Giurlà approda invece in una prateria. Si immerge e galleggia nell’erba, o nelle acque sciapide di un lago, ora. Sente l’allarme dei sensi. E cerca calore nel pelliccione di una capra, tra una musata e una sgroppata. La capra, Beba, è solitaria: ostinata e fedele; oltre che di permalosa gelosia. Sa battere gli zoccoli, al momento opportuno, e imporsi, dopo i lagni di un belare querulo e dolente. Beba è ferina e misteriosamente umana. Sa amare e farsi amare. Giurlà è un amante che non sopporta la distanza; e neppure l’attesa. La favola della capra-donna è di nuda tenerezza; assai diversa dalla cronaca della continuata violenza, che “armàli” più grossi dei becchi consumano intanto su una innocente “pupa” fatta di carne. Beba è diversamente innocente, pur nella sua selvaggia rustichezza”. (Salvatore Silvano Nigro)
(195p. €12,00)

Bicicletta 53km (312/09)

Il vostro immane ciclistaIl percorso di oggiIl caldo si combatte col caldo. I 35°C di oggi erano lì che iniziavano a farsi sentire e ho deciso di combatterli frontalmente.
Mi sono vestito da bicicletta, l’ho smontata, messa in auto e sono andato verso Bevagna.
Lì inizia l’ancora non terminato tratto che raggiunge Spoleto passando per Trevi, Campello sul Clitunno e San Giacomo di una pista ciclabile che dovrà, in futuro congiungere Santa Maria degli Angeli a Spoleto.
Trovo dei tratti nuovi completati da poco, l’unico problema è che si trovano sul lato sud-ovest della riva dei torrenti Timia e Teverone e sono completamente senza piante verso sud. In poche parole ho fatto più di 40 km sotto il sole a picco. Poi, siccome qualche divinità cerca di farmi capire che esiste, sono apparse delle provvidenziali nuvolone che hanno coperto il sole.
Spoleto la raggiungo abbastanza bene e mi riposo un po’ al bar di Pontebari dove compero l’acqua per reintegrare le borracce. Riparto verso Bevagna e dopo 7-8km capisco che devo rallentare che non ce la faccio più.
Raggiungo lentamente Bevagna quando davvero iniziavo a vedere Eddy Merckx che camminava sulle acque del torrente lì vicino.

La prossima volta, dopo 2 mesi di inattività, dovrò fare meno lo sborone.
Il problema è ricordarsene.

Uno dei pochi tratti ancora non asfaltati, ma il rullo è prontoPista ciclabile, pista carrabile, irrigatore e SpoletoCosa vede la mia biciclettaMontagna con bel cielo

Percorrenza 53,34 km dalle 15:48 per 2h25’24” – Vel. media 22,0 km/h – Peso ↓ 95,9 kg
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