Mentre a Charlotte e in North Carolina scorre lentamente l’estate più torrida del secolo e l’antropologa forense Tempe Brennan conta le ore che la separano da una vacanza attesa da anni, in una vecchia stufa a legna viene ritrovato lo scheletro di un neonato.
Subito dopo, altre ossa attirano l’attenzione della dottoressa Brennan: quelle carbonizzate (e ricoperte da una strana sostanza nera) dei due passeggeri di un aeroplano schiantatosi al suolo e quelle, in parte umane e in parte animali, scoperte in un nascondiglio in un remoto angolo della contea.
Tempe Brennan non può far altro che rinunciare alla vacanza e gettarsi in una nuova, sconvolgente indagine.
Mese: Marzo 2005
| Son pallidi al volto, scavati al torace Non hanno la faccia di chi si compiace Dei gesti che ormai ti propone il dolore Eppure hanno un posto d’onore Non hanno negli occhi scintille di pena Non sono stupiti a vederti la schiena Piegata dal legno che a stento trascini Eppure ti stanno vicini Perdonali se non ti lasciano solo Se sanno morir sulla croce anche loro A piangerli sotto non han che le madri In fondo son solo due ladri Fabrizio De Andrè, “Via della Croce”
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Apprendo da vari blog che i testi delle meditazioni e delle orazioni per la Via Crucis di Venerdì Santo, 25 marzo 2005 al Colosseo, composti dal card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e decano del Collegio cardinalizio contengono:
“Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! “.
La domanda che mi sovviene è: ma se ne accorge solo adesso?
Io appena me ne accorsi salutai tutti, smisi di fare il chierichetto e me ne andai.
Jodi Taylor, famosa star televisiva, non sa nulla delle sue origini. Adottata in tenera età, non conosce neppure i suoi veri genitori. Per questo ingaggia il detective Elvis Cole. Perché le procuri un passato.
Tutto sommato un caso semplice. Ma non appena Cole e il suo socio Joe Pike arrivano in Louisiana, dove Jodi è nata, tutto si complica.
Lì, sotto un sole torrido che surriscalda gli animi, Cole si accorge che le sue domande danno molto fastidio.
E quando un certo Rebenack, personaggio ambiguo coinvolto nella vicenda, viene trovato ucciso, il detective non ha più dubbi. Jodi Taylor sa molto di più di quanto gli ha fatto credere.
È impossibile, nella carriera di un detective, dimenticare il disordinato, incessante movimento delle mosche necrofaghe su un cadavere umano: uno spettacolo orribile che prima o poi un poliziotto è costretto a contemplare. Adesso le mosche Calliphora potrebbero essere un lontano ricordo per Kay Scarpetta che, lasciati Richmond e l’Istituto di medicina legale della Virginia, si è trasferita a Delray Beach, in Florida: un lavoro da consulente free lance, decisamente più tranquillo. Ma gli spettri, si sa, ritornano. La strana morte in Louisiana di una ricca signora, apparentemente per overdose, ben presto mostra inquietanti collegamenti con la scomparsa di numerose donne nella zona di Baton Rouge.
Con una lettera anonima (anonima nel senso che era cosi’ scialba che niente mi spingeva a leggerla) il mio Comune ci ha avvisato che i cassonetti della spazzatura non saranno restituiti ai loro cari (cioè noi) per un semplicissimo motivo:
è iniziata la raccolta differenziata
(grande invenzione di cui ancora non eravamo stati messi a parte)
quindi dal giono 14/03/2005 nel mio paesello non sappiamo più dove buttare la spazzatura e si stanno già vedendo cose stranissime:
- io mi sono ritrovato a telefonare a poi a farmi invitare a cena da un mio conoscente insulso che ha di buono il vivere in un comune dove la spazzatura ancora si butta a casaccio, dovrò inventarmi qualcosa per farle dare asilo politico.
- molti stanno facendo delle strane escursioni ecologiche nei pressi del torrente che costeggia l’abitato e si sentono frasi del tipo “Vedi cara, qui sarebbe perfetto”. Ho paura, non credo stiano scegliendo il luogo di villeggiatura.
- alcuni, non avendo ancora capito dove buttare il differenziato, stanno tenendo le buste in garage. Questi individui si riconoscono per l’esercito di felini che, di notte, si dà appuntamento nel loro cortile. Sembra il set di Fast and Furious.
Non volevo dirvelo per non spaventarvi.
Nel mio paesello (a guida Democrorzaitalista in una regione di Comunisti) sono già quattro giorni che sono stati rapiti TUTTI i cassonetti della spazzatura.
(Nella foto potete vedere uno dei cassonetti ripreso a sua insaputa il suo primo giorno di lavoro)
Me ne sono accorto andando a gettare nottetempo la spazzatura davanti casa mia. Il cassonetto non c’era più e i miei vicini l’avevano mollemente appoggiata al piccolo cassonetto per i rifiuti organici che stoico è rimasto a presidiare il sito.
Poi, nei giorni successivi, mi son messo alla finestra a sbirciare i miei vicini mentre si vergognavano di lasciare il loro sacchetto lì in terra. Sembravano quei cagnolini che vengono rasati in primavera.
Gira insistentemente la voce che saranno liberati poco prima delle elezioni.
Vi farò sapere!
Messaggio per i rapitori: Se nei momenti convulsi della liberazione dei cassonetti dovesse necessariamente esserci una vittima, io voto per il mio vicino con la motosega.
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Finalmente ho inserito le foto di capodanno e come vedete ho aspettato di sentire il profumo della primavera che pervade l’aria.
Sono un romantico, lo so. :)
Come saprete avendo sicuramente letto questo siamo stati a Monaco di Baviera; ciò per evitare le famose frasi come “si belle foto, anzi direi bellissime, ma dove eravate?”.
Non ringraziatemi, lo faccio per voi…
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Mi reputo una persona mediamente intelligente.
Questo perché riesco a capire chi è più arguto di me, chi riesce ad essere piu’ sottile e chi meglio di me riesce a capire le involuzioni conchigliesche che ci sono nei discorsi di chi vuole importi il suo pensiero con assurda ferocia.
Visto che io, durante i TG, impreco duramente verso il televisore mi chiedo: ma questi qui più intelligenti di me, cosa fanno? Picchiano il cane?
Un fastidioso stridore, come di una macchina non ben lubrificata, si fece sentire con uno scoppio dal grande teleschermo in fondo alla sala. Era un rumore che faceva drizzare i capelli in capo. I due minuti di Odio erano cominciati. Durante il suo secondo minuto, l’Odio arrivò fino al delirio. La gente si levava e si rimetteva a sedere con gran rimestio, e urlava per coprire quella voce maledicente che veniva dallo schermo. La bruna della fila dietro urlò “Porco, Porco, Porco”, afferrò un pesante dizionario e lo scagliò sul teleschermo. Una estasi mista di paura e di istinti vendicativi, un folle desiderio di uccidere, di torturare, di rompere facce a colpi di martello percorreva l’intero gruppo degli astanti.
George Orwell “1984”
Poi succede che un articolo mi fa ricordare di aver letto, anni fa, il brano qui sopra e a quel punto mi sento un deficiente.
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Un paese della Sicilia, trent’anni fa.
Vito è un solitario, soprannominato “ombra”, anche se la sua vita ombre non ne ha. Una sera subisce un attentato. Un errore di persona? Secondo il maresciallo è un avvertimento, ma Vito non capisce.
Cosa si vuole da lui? Perché è minacciato? Lo capirà tardi, e l’amara verità gli darà il coraggio che non pensava di possedere.
Primo romanzo di Camilleri il cui titolo prende spunto da una frase di Merleau-Ponty, “il corso delle cose è sinuoso”, frase che si adatta a una certa realtà siciliana, una realtà che sembra sfuggire dalle mani dell’osservatore, intessuta di moventi umani elementari ma oscuri, di gesti cerimoniali che alludono a una seconda natura, a un’ipotesi dell’uomo non misurabile con i parametri della logica.
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