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Mese: Settembre 2005

Michael Connelly – Il buio oltre la notte

buiooltrelanotte.jpgHarry Bosch è impegnato in un caso che ha sconvolto l’intera Los Angeles: un famoso regista è accusato di aver assassinato una giovane attrice dopo averla violentata.
Nel frattempo Terry McCaleb è costretto a interrompere il suo soggiorno sull’isola di Catalina, richiamato da una sua collega per un nuovo caso: un omicidio firmato, il cui unico indizio sembra essere la statua di plastica di un gufo trovata sul luogo del delitto.
Seguendo il filo delle sue indagini, McCaleb arriva a collegare questo caso con l’assassinio dell’attrice a cui lavora Bosch e capisce di avere a che fare con uno dei serial killer più spietati degli ultimi decenni.
Ma qualcosa gira storto e Bosch si trova, suo malgrado, a doversi difendere dal più atroce dei sospetti.

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Andrea Camilleri – Privo di titolo

privodititolo.jpg“Privo di titolo” intreccia la storia dell’unico martire fascista siciliano del biennio rosso con la colossale beffa di Mussolinia, la città nei pressi di Caltagirone che avrebbe dovuto celebrare per sempre la gloria del Duce.
In un’intervista, concessa a “La Nazione” il 17 gennaio 2002, Andrea Camilleri dichiarò: “Voglio assolutamente scrivere la storia di un eroe immaginario in un paese immaginario. Mi riferisco alla storia dell’unico martire fascista che poi ho scoperto essere stato ammazzato dai suoi per un errore.
L’ambientazione ovviamente sarà quella che sarebbe dovuta divenire Mussolinia, la città che non fu mai costruita e della quale al duce, nel 1928, fu mostrato un fotomontaggio”.

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Andrea Camilleri – La luna di carta

lalunadicarta.jpg“Quann’era picciliddro, una volta sò patre, per babbiarlo, gli aveva contato che la luna ‘n cielu era fatta di carta. E lui, che aviva sempre fiducia in quello che il patre gli diciva, ci aviva criduto. E ora, maturo, sperto, omo di ciriveddro e d’intuito, aviva nuovamente criduto come un picciliddro a dù fìmmine…, che gli avivano contato che la luna era fatta di carta.”
Torna il sangue nelle inchieste di Montalbano: un delitto spietato in una casa alla periferia di Vigata.
Tutto sembra condurre alla pista passionale.
Ma il commissario non si lascia ingannare. Come già ne “La pazienza del ragno” incontriamo un commissario Montalbano più del solito pensieroso, quasi intimista.

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centocinque ( -16 )

kilo.gifkilomezzo.gifUn chilo e mezzo.
Beh, sono abbastanza soddisfatto anche se in queste due settimane devo registrare uno stravizio alla festa ottocentesca di Umbertide (ha piovuto che sembrava l’800 gallese, mancavano solo le pecore) dove mi sono allegramente scofanato un antipastone misto, una polenta alla vecchia maniera ed uno stinco e mezzo di maiale.

Non era per per mangiare, era per stare insieme!

Comunque sono abbastanza soddisfatto del mio peso.
Andasse così ancora per un po’…

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Andrea Camilleri – La pazienza del ragno

lapazienzadelragno.jpg“Può un omo, arrivato oramà alla fine della sò carriera, arribbillarsi a uno stato di cose che ha contribuito a mantiniri?”.
Il commissario Montalbano sente il peso degli anni.
E della solitudine. […] “La pazienza del ragno” è un giallo anomalo.
Senza “delitto ” e spargimenti di sangue.
A meno che delitto cruento non venga considerato lo splendore di vite costrette a consumarsi e a sprecarsi nell’odio. Nell’attesa di una catarsi che […] metta in calma le coscienze e le riposizioni nel gioco delle parti: dopo che l’agitazione “teatrale” della “ragnatela”, pazientemente tessuta dall’odio, ha esaurito la funzione strategica di “menzogna” che sulla scena ha portato, irretendolo, il vero colpevole”. (Salvatore Silvano Nigro)

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Martin Millar – Fate a New York

fate.jpgMorag e Heather, due fatine punk scozzesi, si ritrovano catapultate a New York, nell’appartamento di Dinnie, il peggior violinista del mondo.
Rinnegate dalla propria madrepatria per il loro rifiuto dei dogmi dell’essere fata e per aver tentato di sovvertire l’ordine del mondo delle fate suonando i riff dei Ramones sulle loro arpe, non vedono l’ora di godersi la loro ritrovata libertà.
Ma il piano si rivela più difficile di quanto sembra e le due intruse sono presto costrette a scappare dalle gang di fate italiane, cinesi e nere che bazzicano dalle parti di Central Park.
L’autore riesce a tessere una tela che collega storie diverse, mescolando l’umorismo a una personalissima e tagliente critica sociale.

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centoboh

piedibilancia.jpgAltra decisione (dopo quella storica delle immagini .gif).

Da ora in poi mi peserò ogni 2 settimane (cioè io mi peserò quando cazzo mi pare, però scriverò il peso solo ogni 2 settimane) visto che non credo di avere risultati apprezzabili da ora in poi.

Io continuerò a soffrire e voi non ne saprete nulla… ne siete contenti, ditelo!

Me tapino!

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Internet Explorer Vaffanculo!

lavapiatti.giflavapiatti.pngHo deciso, da adesso in poi, non userò più le immagini .GIF per le trasparenze ma userò solo le immagini .PNG .
La mia decisione di usarle fino ad ora derivava dal fatto che, su Internet Explorer, le immagini .PNG sono implementate a cazzo (come tutti gli standard seri in tutto quel sistema operativo di merda) e non viene visualizzata la trasparenza.
Di contro, le immagini .GIF sono quanto di più orrido ci sia nel campo della computer grafica avendo solamente 256 colori.

A sinistra potete vedere una immagine .GIF e a destra la stessa .PNG .

  • Se avete IExplorer a sinistra vedrete una immagine sgranata con lo sfondo trasparente, mentre a destra vedrete una bella immagine con lo sfondo bianco.
  • Usando, anche avendo Microsoft Windows, un browser serio come Firefox, a sinistra si vede una immagine sgranata con lo sfondo trasparente mentre a destra una immagine nitida con lo sfondo trasparente.

Se vi sembrano uguali è il momento di pulire lo schermo :)

Fate voi, io le .GIF non le userò più.

1 commento

centosei e mezzo ( -14,5 )

kilo.gifBen un chilo!
Oggi sono stato dal dietologo; ho notato che le nostre bilance sono nello stesso universo, benché la sua abbia qualche strano tic e non ha le lucine come la mia (diciamo che la sua e’ più da una bilancia da vitelli), ed ho notato pure che avevo perso un altro chilo.

Mi frullano due opzioni nella testa.
E’ ultimo sussulto della dieta condannata a perdere sempre di meno o un buon auspicio per un futuro sempre più… ehm… magro?
Beh, avrete capito sicuramente l’euforia, se divento una sega monotematico sparatemi o pigliatemi sotto con la macchina che mi sento (già) insopportabile da solo.

Arranco lentamente verso il magro futuro (detto così pare brutto)…

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