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Un altro chilo.
Complice il Natale e i relativi pranzi, che poi è compagno di merende del “Ma dai, per una volta mangia tutto! Cosa vuoi che sia!” sono arrivato a Santo Stefano (inteso come il giorno dopo Natale) un po’ appesantito.
Veramente non essendo più abituato a mangiare cose esotiche come i tortellini in brodo o i ravioli al ragù o l’arrosto di agnello o il tacchino in crosta di salsiccia, il giorno dopo mi sono sentito come ubriaco con quello che gli spagnoli chiamano il mareo.
Probabilmente il mio fegato, che sta iniziando ora a ripulirsi, ha urlato di nuovo come ha fatto, inascoltato, per anni.
Mese: Dicembre 2005
Sono stato per anni il classico tipo che diceva che il Natale (all’asilo delle suore mi hanno insegnato a scriverlo maiuscolo) era la fiera delle ipocrisie, una geniale trovata commerciale, un modo per intasare le strade, i negozi e le case di macchine, persone e fuffa; in definitiva una gran rottura di cazzo.
Adesso invece sono libero. L’ho mentalmente rimosso così come ho fatto con San Valentino, La festa della mamma, Pasqua, La Befana e Halloween.
Voi vi chiederete: perché ci hai messo così tanto?
E’ semplice, quest’anno non hanno neppure appeso le luminarie nella mia via.
Poi, girando per le strade vedi queste cose:

…e nessuna parola ha più senso.
Sto rispolverando la mia copia di 1984…
Un chilo.
Non male considerando la sortita di sabato scorso al ristorante greco dove al grido di “troverai sicuramente qualcosa da mangiare che sia compatibile con la dieta (a.k.a. carne e verdure)” mi sono fatto incoscientemente trasportare nel famoso ristorante greco dove ho trovato una versione greca del Mc Donalds con tripudi di polpette greche e patatine fritte greche e salsine greche e pane greco e moussaka (o come cazzo si scrive) finanche greca.
Beh, nonostante la grecità del tutto, ho perso un chilo. Non mi lamento.
4 commenti
Chi fa l’autostop di notte e sale sulla macchina sbagliata
Chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno sia un po’ troppo al sangue…
Stephen King ci propone un giro nell’ignoto in quattordici tappe dove paura e angoscia, macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende di questi racconti.
Non regalate animali, non comprate nulla alle svendite da cortile, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto e, soprattutto, sappiate che tutto è fatidico.
Chi fa l’autostop di notte e sale sulla macchina sbagliata
Chi, al ristorante, trova che il piatto del giorno sia un po’ troppo al sangue…
Stephen King ci propone un giro nell’ignoto in quattordici tappe dove paura e angoscia, macabro sarcasmo e assorta melanconia pervadono le vicende di questi racconti.
Non regalate animali, non comprate nulla alle svendite da cortile, non inimicatevi l’adolescente ombroso della casa accanto e, soprattutto, sappiate che tutto è fatidico.
