Da giovane ascoltavo i Pink Floyd nella mia stanzetta [o] come facevan tutti [Renzo] e mia madre ogni volta che entrava nella mia stanza e sentiva “The thin ice” dall’inizio (quando c’è un bambino che piange) mi diceva “è una femmina“; io la guardavo basito pensando: “ma a cosa le sarà mai servito nella vita sapere come piange una infante femmina?”
Adesso, a quasi 40 anni, ancora non so trovare la differenza tra un bambino ed una bambina che piangono, probabilmente perché ancora non ho avuto figli o forse perché non lo reputo importante; però una cosa la so: so che lo stronzetto di due anni che urla continuamente e a tutte le ore al piano di sotto è maschio. Lo ha visto Serena. La cosa che davvero mi innervosisce è che lo stronzetto urla solamente per far incazzare i genitori e ci riesce pure: prima lui piange, poi loro gli urlano di smetterla e lui urla ancora più forte. In più, due mesi fa, ha pure scoperto che gli piace urlare nella tromba delle scale perché il suo urlare viene notevolmente amplificato; il tutto con mio sommo gaudio.
La cosa che mi fa andare avanti è la speranza che quando andrà all’asilo incontrerà altri bambini più stronzi di lui e che questi lo picchieranno a sangue…

Non ho postato molto ad agosto. Me lo fa
Il Fabbricante di bambole: sceglieva le sue vittime nei quartieri malfamati di Los Angeles, le strangolava e le truccava come fossero bambole sorridenti.
In un motel di periferia viene rinvenuto il cadavere di un poliziotto. Si è sparato alla testa con un fucile a canna doppia e ha lasciato un biglietto daddio. Sembra un caso semplice, ma Harry Bosch, detective della divisione Hollywood a Los Angeles, non è convinto.
La vita di Harry Bosch è un disastro.
Nel 1970, il “Ford County Times” della cittadina di Clanton, uno dei più vivaci settimanali del Mississippi, fallisce. Grazie a un po’ di fortuna e a una nonna ricca, il giovane reporter del giornale Willie Traynor – tra lo stupore generale – ne diviene il proprietario.
Dicembre 1944.
Persia, Edessa: i soldati romani sono asserragliati dentro le mura della città quando l’imperatore Valeriano, stremato, è costretto ad uscire, per tentare un’estrema riconciliazione, per alimentare una speranza quasi impronunciabile.