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Mese: Marzo 2007

Andy McNab – Crisi quattro

Andy McNab - Crisi quattro (1999)Nick Stone, ex SAS, adesso agente “K”, ha una missione: ritrovare l’agente segreto Sarah Greenwood, specialista di questioni mediorientali, ucciderla e occultarne il cadavere.
Tuttavia, dopo aver ucciso gli arabi che si trovano con Sarah, Nick si lascia convincere dalla versione della donna che un tempo aveva amato: Sarah ha mentito a Londra per infiltrarsi nell’organizzazione terroristica del miliardario saudita Bin Laden.
Ha bisogno dell’aiuto di Nick per sventare un attentato a Washington contro Arafat e Nethaniau che stanno per firmare l’accordo di pace.
Ma le sorprese non sono ancora finite per Nick…

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Bicicletta 16km (66)

TricicloFreddo. Pioggia. Vento.
Non Flavia: contrario. Vento Contrario. Foriero di bestemmie e maledizioni.
Ha allontanato più lui gli uomini dalla Santa Madre Chiesa Cattolica e Romana che le dichiarazioni a cazzo della Conferenza Episcopale Italiana.
Acquerugiola codarda. Una goccia ogni 2 metri. Non quelle piogge d’aprile che in mezz’ora lavavano un’anima o una strada e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile bucando la terra dura e nuova come una spada ma una pioggia codarda che non si prende le sue responsabilità e rompe il cazzo lo stesso.
Freddo di merda. Si, lo so. Potevo stare a casa ma a pranzo ho mangiato il Pad Thai.

Poi ci parlavi tu con la mia coscienza stasera?

Che domande… Certo che ne ho una.

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Tempismi

Serena: “Stai cercando, per caso, di innervosirmi?”

Daniele: “No. Si vede chiaramente che sei in sindrome premestruale ed io non sono matto” 5 commenti

novantadue e mezzo (ancora) [ +6.5 ]

Peso stazionarioAnche questa settimana pare non abbia perso nulla.

Quello che non capisco è perché.

Non credo che sia colpa del ristorante cinese di sabato sera.
Ho mangiato solo:

  • Alghe fritte
  • Zuppa agro piccante
  • Spaghetti di soia con gamberi
  • Gamberi alla piastra
  • Acqua
  • Caffè

Quindi sarete d’accordo con me che non può essere stato il cinese.

Dite possa essere stato il cinghiale arrosto di giovedì?
O forse il muflone in umido di martedì? :)

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Bicicletta 12km (50)

TricicloOggi data l’artica temperatura di 10°C, che non si vergogna di essere così benché sia primavera da parecchio, ho deciso lo stesso di prendere la bici ma ho fatto solo 12 km prima di abbandonare per intirizzimento.
In più sono andato al percorso verde e dopo un duecento metri nel suddetto percorso (alquanto accidentato e alquanto desertissimo nei giorni infrasettimanali, ho constatato) mi accorgo, dal dolore alle mani, di essermi scordato i mei bellissimi e scintillanti guanti nuovi a casa. Voi non potete saperlo ma sto scrivendo il post col naso…

Sto invecchiando, la prossima volta mi scorderò la bicicletta.

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I fili del bucato

mollette per il bucatoSerena me lo dice sempre: “ricordati di pulire i fili con la spugnetta umida prima di stendere il bucato!”

Oggi, su uno dei miei siti preferiti leggo:

SONETTO DEI FILI DEL BUCATO

i fili del bucato van puliti
con cura, quando l’inverno finisce,
ché la polvere, ché i detriti
delle ciminiere lasciano strisce

sul bucato, su lenzuola e vestiti,
e se il cambio di stagione sfinisce
di suo, se il caldo ci lascia basiti
di marzo, quando qualcosa ferisce

i panni lavati di fresco, siamo
feriti anche noi. così, si passa
la spugna umidiccia sui fili stesi

fra i rebbi verdi, per i giorni attesi
del sole e delle pulizie di massa,
a cui per ritual ci dedichiamo.

(dicon sopravviviamo?
se va l’inverno e viene primavera
meglio pulir, prima che torni sera.)

Quest’opera è stata originariamente pubblicata sul sito Sonetti sotto licenza Creative Commons

E’ bellissimo ma il mio preferito rimane questo.

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Sono fiorite le motozappe

motozappaNon so da voi cosa fiorisca.
Qui, con un certo anticipo sulla normale cadenza stagionale, sono fiorite le motozappe.
Il tutto si avverte non dalla fragranza dei fiori ma dall’insistente rumore che ti accompagna arrivando a casa verso le 14 e 30, salendo le scale e cercando di riposare dopo aver lavorato dalle 6 di mattina.

E qui ci scappa la parte sociologica del tutto: vivendo in una piccola società che si riconosce prima contadina e poi si guarda allo specchio per capire meglio chi possa essere, il possedere appezzamenti di terreno, anche minimi, viene considerato come uno status symbol che il Cellulare UMTS o la Mercedes SLK gli fa una sega.
Avendo, ahiloro, solo un piccolo fazzoletto di terra davanti il portoncino di casa, di superficie non superiore ai 14 metri quadri, si devono prodigare per dimostrare il proprio status.
Il tutto si articola in:

  1. Comperare l’ultimo modello di motozappa robotizzata giapponese finanche col 46 di Valentino Rossi sul cupolino
  2. Indossare camicie a quadrettoni e pantaloni di fustagno
  3. Salutare, appoggiati alla motozappa e con voce stentorea, tutti i vicini che capitano a tiro. Anche quelli di cui hanno, in casa, la bambolina voodoo con gli spilli infilzati
  4. Bucare con martello e chiodo arrugginito la marmitta nuova della suddetta motozappa per produrre più rumore possibile. Il mito di questa pratica è riprodurre il rumore della Harley Davidson 883; ancora non ci è riuscito nessuno.
  5. Zappare i propri 14 metri quadri per 6 ore fino a ridurre la terra a sabbia sahariana, inutile per qualsivoglia piantagione ma utilissima per far sembrare i suddetti 14 metri quadrati estesi come 5 ettari.

Erano bei tempi quelli della falce e del martello della vanga.

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novantadue e mezzo [ +6,5 ]

kilo.gifPare, e dico pare, che io abbia perso un chilo.

I dubbi derivano dalla femminile incostanza della mia bilancia. Il risultato della media ponderata delle 8 pesate che ho fatto è il peso che leggete nel titolo.
Voi vi chiederete come faccia una persona a vivere senza avere un punto di riferimento certo nella sua vita come quello che è dato dalla sua fidatissima bilancia. Me lo chiedo pure io.

Questa settimana però, tra gli stravizi, posso annoverare 3 (TRE) birre di cui 2 Guinness e una Tennents Scotch media e una pantagruelica cena a Belvedere di Gubbio dove il cameriere, all’atto della comanda, ci ha gentilmente detto: “credo stiate ordinando un po’ troppo”.

L’importante, come al solito, è essere sopravvissuti.

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Terry Goodkind – The Blood Of The Fold

Terry Goodkind - L'ordine imperialeTerry Goodkind - La stirpe dei fedeliRichard decide di raggiungere l’amata Kahlan, regina della Galea, che sta tornando verso Ebinissia per ricostruirla e governare la sua nuova patria.
I piani di Richard vengono sconvolti dall’entrata in scena di due temibili nemici alleati tra loro: l’Ordine Imperiale, l’esercito guidato dal misterioso Jagang che vuole sottomettere il mondo intero, e la Stirpe dei Fedeli condotta dal generale Tobias Brogan, un uomo che odia la magia al punto di volerla estirpare per sempre, poiché la considera il mezzo con il quale il Guardiano del mondo sotterraneo influenza il mondo dei vivi…

La serie della Spada della Verità, è composta finora da dieci volumi tradotti, undici in totale, di cui alcuni stampati in Italia in due parti:

  • 1994 – Wizard’s First Rule
      (L’Assedio Delle Tenebre – La Profezia Del Mago)
  • 1995 – Stone Of Tears
      (Il Guardiano Delle Tenebre – La Pietra Delle Lacrime)
  • 1996 – The Blood Of The Fold
      (La Stirpe Dei Fedeli – L’Ordine Imperiale)
  • 1997 – The Temple Of The Winds
      (La Profezia Della Luna Rossa – Il Tempio Dei Venti)
  • 1999 – Soul Of The Fire
      (L’Anima Del Fuoco)
  • 2000 – Faith Of The Fallen
      (La Fratellanza Dell’Ordine)
  • 2002 – The Pillars Of Creation
      (I Pilastri Della Creazione)
  • 2003 – Naked Empire
      (L’Impero Degli Indifesi)
  • 2005 – Chainfire
      (La Catena Di Fuoco)
  • 2006 – Phantom
      (Fantasma)
  • 2007 – Confessor
      ( inedito in Italia )

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Bicicletta 17km (38)

TricicloOggi ho pedalato per 17 km di cui 8 km lungo il percorso verde. Mi sono ricordato perché servono i guanti e le imbottiture nelle zone topiche.

Di positivo, a parte il mio sportiveggiare, c’è stato il rivedere persone che conosco da una vita e che ho perso di vista che ora sono mogliesposati, prolemuniti e passegginoguidanti.
Tutti molto felici di poter camminare di sabato in mezzo al verde e di occupare tutto il sentiero col frutto dei loro lombi o, in mancanza, con un cane minuscolo col guinzaglio di berillio e tungsteno.
Uno, incrociandomi, ha pure bisbigliato il mio nome a se stesso. L’ho dovuto salutare per togliergli il dubbio.

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