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Mese: Agosto 2007

Bicicletta 66km (1886)

Non sono riuscito a capire dov'è la chiesaIl percorso di oggiCome un novello Ulisse (ho sempre desiderato scriverlo) sono quasi giunto alle mie Colonne d’Ercole.
Salendo verso nord, superato Piccione[1], sono arrivato a Casa del Diavolo.
A parte che non sono riuscito a trovare la chiesa del paese :) ma era pieno di persone gentilissime e non c’era puzza di zolfo. Un amore di paesello.
Da lì sono andato Ponte Pattoli e poi ho preso il percorso verde sul Tevere a Villa Pitignano.
Arrivato a Ponte San Giovanni decido di andare verso Brufa e tentare la scalata. Faticosissimo.

La cosa bella è che pure questa volta sono sopravvissuto.

More selvatiche (esistono domestiche?)Brufa occhieggia attraverso un monumentoTorri di BrufaSe qualcuno sa cosa sia mi scrivesse

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Harry Turtledove – Nell’oscurità

Harry Turtledove - Nell'oscurità (1999)Alla morte del Duca di Bari, gli Algarviani decidono di muovere guerra ai regni kauniani di Valmiera e Jelgava, che una generazione prima li hanno sconfitti nella sanguinosa Guerra dei Sei Anni. Nel frattempo, a Cottbus, la tetra capitale del regno di Unkerlant, Re Swemmel, nella sua folle brama di dominio, trama oscuri disegni che l’abile maresciallo Rathar si incaricherà di eseguire fedelmente. Sullo sfondo della guerra si incrociano i destini di una moltitudine di personaggi. Fernao, l’abile mago del regno isolano di Lagoas;Tealdo, il vanitoso ma ardito soldato algarviano; Vanai, una dolce ragazza kauniana che vive nel piccolo villaggio di Oyngestun: ognuno di loro vive la vittoria – o la sconfitta – in modo unico e personale.

Questo libro fa parte della serie La guerra dei regni che è soprattutto una rivisitazione in chiave fantasy della seconda guerra mondiale:

  • 1999 – Nell’oscurità
      (Into the Darkness)
  • 2000 – Scende l’oscurità
      (Darkness Descending)
  • 2001 – Attraverso l’oscurità
      (Through the Darkness)
  • 2002 – I signori dell’oscurità
      (Rulers of the Darkness)
  • 2003 – Le fauci dell’oscurità
      (Jaws of the Darkness)
  • 2004 – La fine dell’oscurità
      (Out of the Darkness)
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Harry Turtledove – Nell'oscurità

Harry Turtledove - Nell'oscurità (1999)Alla morte del Duca di Bari, gli Algarviani decidono di muovere guerra ai regni kauniani di Valmiera e Jelgava, che una generazione prima li hanno sconfitti nella sanguinosa Guerra dei Sei Anni. Nel frattempo, a Cottbus, la tetra capitale del regno di Unkerlant, Re Swemmel, nella sua folle brama di dominio, trama oscuri disegni che l’abile maresciallo Rathar si incaricherà di eseguire fedelmente. Sullo sfondo della guerra si incrociano i destini di una moltitudine di personaggi. Fernao, l’abile mago del regno isolano di Lagoas;Tealdo, il vanitoso ma ardito soldato algarviano; Vanai, una dolce ragazza kauniana che vive nel piccolo villaggio di Oyngestun: ognuno di loro vive la vittoria – o la sconfitta – in modo unico e personale.

Questo libro fa parte della serie La guerra dei regni che è soprattutto una rivisitazione in chiave fantasy della seconda guerra mondiale:

  • 1999 – Nell’oscurità
      (Into the Darkness)
  • 2000 – Scende l’oscurità
      (Darkness Descending)
  • 2001 – Attraverso l’oscurità
      (Through the Darkness)
  • 2002 – I signori dell’oscurità
      (Rulers of the Darkness)
  • 2003 – Le fauci dell’oscurità
      (Jaws of the Darkness)
  • 2004 – La fine dell’oscurità
      (Out of the Darkness)
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Bicicletta 31km (1820)

Ascesa al SubasioIl percorso di oggiSmentendo persino me stesso medesimo che qualche giorno fa aveva dichiarato che certe cose non facevano per lui per struttura fisica e discernimento divino, oggi, partendo da casa sono salito fino ad Assisi; da lì piano pianino mi sono diretto verso la salita al Subasio. Sono arrivato all’Eremo delle Carceri e ho deciso di non salire ulteriormente. Ho svoltato a destra appena dopo il parcheggio e sono ridisceso per San Benedetto.

Una delle cose che m’hanno fatto piacere è stata il constatare che le mie gambe sono bene allenate. Gli unici problemi fisici riguardano le pulsazioni. Devo dire che mi sono fermato spesso, soprattutto quando le pulsazioni superavano i 150-160 battiti al minuto. (gh)
Beh c’è pure l’età da prendere in considerazione e pure i 22 anni passati a fumare.

Dal mio scassatissimo GPS pare che sia salito per 652 metri.

In salita, all'altezza del camping FontemaggioLa Rocca di Assisi vista dal punto di ristoro lungo la salita al SubasioPianura umbra ripresa appena sotto l'Eremo delle Carceri

La bici si riposa prima dell'ultimo sforzo...Superato l'Eremo delle Carceri, sulla strada per San Benedetto

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Bicicletta 13km (1789)

Giretti senza costrutto per il paesello in quanto ho prima cambiato i pattini dei freni e poi incontrato a ripetizione 3 amici che non vedevo da decenni. In più pioveva.

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Bicicletta 36km (1776)

Mais felice sfida i nuvoloniIl percorso di oggiDopo la giornata stancante di ieri sono partito di casa per una passeggiata rilassante. I soliti posti, le solite salite, i soliti bar.
Unico problema le mani doloranti. Devo capire cosa sbaglio nella postura sulla bici.

Visto che un solo problema non basta mai quando avevo già deciso di tornare e mentre ero ancora a 5 km da casa è iniziato a piovere.
Aumento l’andatura e guardando il tachimetro tra i goccioloni vedo la velocità intorno ai 30 km/h.
Ciò mi ha dimostrato che, con i giusti stimoli, riesco ad avere un’andatura decorosa.

Incrocio di Cannara con madonnina stradaleVeng(h)e': il nuovo che avanza!

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Bicicletta 70km (1730)

Pino a guardia del suo campo di pomodoriIl percorso di oggiSolita giornata in cui la bici prende la mano. Volevo fare un piccolo giretto e mi sono ritrovato a Piccione (ormai famosissimo). Scendendo verso Colombella, all’altezza di Bosco invece di girare verso Ponte Felcino, decido di girare per Ramazzàno le pulci. Ad un distributore di benzina chiedo come arrivare a Ponte Pattoli e il gestore mi dice di arrivare fino a Casa del Diavolo e poi girare a sinistra. No, non mi ha mandato affanculo: esiste un paesino che si chiama così (benché io non l’abbia mai visto di pirsona pirsonalmenti) anche se, ahimè, sapevo pure che non gli hanno dato il permesso di costruire la chiesa.

Decido, causa appuntamento col geometra, di non arrivare fino a Casa del Diavolo ma di cercare un ponte sul Tevere che mi aiuti a passare dall’altra parte. Lo trovo nella forma di un ponte vietato a qualsiasi cosa meno alle condutture dell’acqua che lo percorrono.
Le foto del ponte sono qui sotto, insieme alla lapide che ho trovato al centro.

Un losco figuro si nasconde dietro la biciclettaLapide sul ponte sul TevereLa bici occhieggia sbarazzina la strada ancora da percorrere

Da Villa Pitignano (che era dopo il ponte) sono entrato nel percorso verde. Arrivato a Ponte San Giovanni decido che potrei arrivare a Torgiano. Con un vento contrario da bestemmia palese™ bene o male ci arrivo. Da lì decido di tornare a casa girando decisamente verso Bastia mentre la bici cercava (l’ho vista) la salita di Colle di Bettona.

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Bicicletta 6+20km (1660)

Panorama dal monte SubasioIl percorso di oggiOggi ho provato a salire sul monte Subasio partendo dall’Eremo delle Carceri dopo essere salito fino lì con la macchina. Grossa delusione. Non sono il fuscello, pesando 94kg, che può pensare di pedalare continuamente in salita e per di più con quelle pendenze. Quindi 30 metri dopo l’Eremo ho deciso di girare a destra verso San Benedetto. È sempre salita ma sembra più gestibile. Dopo 3 km di alterne salite e discese arrivo al parcheggio dove mi ricordavo iniziava la discesa fino a valle. Lì ho deciso di tornare indietro.
Di nuovo alle Carceri provo a salire verso la vetta. Abbandono dopo 50 metri. Non sono fatto per soffrire. Lo dimostra il fatto che non sono cattolico.

Riprendo la macchina e mi dirigo al percorso verde sul Tevere che mai mi ha deluso.
Sul parcheggio dove lascio solitamente la macchina noto per la prima volta che, a fianco del negozio “Io bimbo”, campeggiano orgogliosi due distributori di preservativi. Ho fatto loro la foto che vedete sotto.

Nel caso ti sia pentito di non averlo usato prima.

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Andrea Camilleri – La pista di sabbia

Andrea Camilleri - La pista di sabbia (2007)Raprì l’occhi, si susì, annò alla finestra, spalancò le persiane. E la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato di fianco supra la rina, immobile. La vestia era tutta ‘nsanguliata, gli avivano spaccato la testa con qualichi spranga di ferro, ma tutto il corpo portava i segni di una vastoniatura longa e feroci…
Il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini e il cavallo è sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. Quello stesso giorno una donna “forestiera”, Rachele Estermann, denunzia al commissariato di Vigata il furto del suo cavallo mentre nelle scuderie di Saverio Lo Duca, uno degli uomini più ricchi della Sicilia, un altro purosangue è svanito nel nulla. Lo scenario della vicenda è il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. È in quest’ambiente dorato che Montalbano deve indagare, perché, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. Fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse Montalbano sta un po’ a disagio, mentre “ignoti” entrano una, due, tre volte nella casa di Marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa; ma cosa?

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