“Il commissario Montalbano si tiene costantemente d’occhio. È frastornato dai trasognamenti. Qualcuno gioca ingegnosamente con lui. Misura i passi del commissario. Li indirizza. Li spinge là dove è inutile che vadano: lungo piste che, se sono giuste, si rendono irriconoscibili, si cancellano, o si labirintizzano. Montalbano ha una sua cultura cinematografica. E gli viene in mente il vecchio film ‘La signora di Shanghai’ di Orson Welles: il torbido noir, con tutti i suoi scombussolamenti, e tutti i suoi illusionismi barocchi. Montalbano entra nel film. E vede se stesso disorientato, dentro la scena finale, nella sala degli specchi di un padiglione del Luna Park. Il prodigio degli specchi altera lo spazio visibile. Si spara. Ma non si capisce se i bersagli sono reali o esito di un gioco di specchi. Un villino, un giro di macchine, una storia d’amore un po’ scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri, bruciato uno, bestialmente violentato l’altro, entrano nella trama del romanzo. La narrazione si concede focali corte, inquadrature insolite, avanzamenti lentissimi alternati a piani-sequenza vertiginosi. Scorre come un film. Turba e sconvolge, ma non si nega qualche respiro ludico, utile anch’esso alla soluzione del giallo. Persino Catarella ha il suo momento di gloria, alla fine.”
(Salvatore Silvano Nigro)
(255p. €14,00)
Mese: Marzo 2012
“Una sorta di campionario di uomini e donne di Sicilia”, queste le parole di Andrea Camilleri a proposito del suo ultimo libro Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta. Una definizione puntuale della raccolta di storie pubblicata da Sellerio.
Otto racconti lunghi, micro romanzi, che definiremmo forse meglio come novelle, limitrofe spesso al luogo letterario della burla. È come se ogni sera ci trovassimo riuniti per ascoltare una storia, una leggenda, una barzelletta che la memoria del narratore restituisce sempre piena di straordinaria suggestione. Il dialetto siciliano irrobustisce questo senso di trasmissione orale, di commedia. Una sorta di racconto cornice del Gran Circo Taddei e altre storie di Vigàta è rappresentato dall’ambientazione temporale: gli anni del Fascismo e della successiva caduta del regime, con la nascita dell’Italia Repubblicana. In Gran Circo Taddei la Storia è un convitato silenzioso, ma sempre presente, qualche volta lascia i bocconi più amari ai protagonisti, qualche volta sono i protagonisti a prendersi una rivincita nei suoi confronti.
(325p. €14,00)
Quando in una fredda mattina d’inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell’incontro cambierà la sua vita per sempre. L’uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l’omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all’esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? “Io confesso” è un thriller dal ritmo teso che riconferma profondo interesse di John Grisham per i grandi temi sociali e di attualità, offrendo un’amara riflessione sul sistema giudiziario americano e soprattutto sulla pena di morte.
(437p. €20,00)
QUna serie di missioni dall’esito catastrofico hanno decimato le file degli agenti Splinter Cell.
Third Echelon – il dipartimento supersegreto della NSA, l’Agenzia di sicurezza nazionale del governo americano – sta selezionando e addestrando nuove reclute quando comincia a circolare un sospetto sconvolgente: che la talpa che ha tradito l’agenzia, condannando a morte tanti colleghi, sia proprio Sam Fisher, l’agente numero uno di Splinter Cell.
Questo nuovo romanzo di una serie che ha avuto e continua ad avere un enorme successo anche nella versione videogioco ci regala un Sam Fisher inedito, costretto a battersi con nemici mortali molto vicini a lui.
(378p. €19,00)
Prima febbre di Pietro allo scadere del suo anno e mezzo. Lo vedevamo un po’ lagnoso e di solito non lo è, lo vedevamo un po’ scontroso e un po’ altalenante nei suoi desideri.
Inizialmente abbiamo pensato che stesse diventando femmina ma poi, misuratagli la febbre a 39,2°C, abbiamo capito che stava male.
Gli diamo la Tachipirina come ad un bambino di 10.8kg ma la febbre non si abbassa.
Scopriamo poi, complice la pediatra, che la febbre di moda quest’anno non è reattiva al paracetamolo ma all’ibuprofene.
Adesso Pietro è fresco come una rosa ma lo stesso un po’ sbattutello.
Pietro si è sorpreso parecchio quando si è sentito pronunciare la sua prima parola di tre sillabe: FARFALLA.
E l’ha ripetuta parecchio, facendosela scivolare dalla lingua alle orecchie.
E tutti intorno erano contenti.
