Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo.
Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall’interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni.
Da questa dura e incancellabile esperienza nacque “Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini”, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare (“ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere”) e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.
Mese: Aprile 2005
Non era stato difficile sceglierla. Era scesa dal treno col suo bambino, mano nella mano, ridendo. Era perfetta. L’aveva seguita, era entrato in casa con lei, aveva respirato la sua paura. Poi, sotto gli occhi di suo figlio, l’aveva strangolata.
La sera stessa, in un altro punto di Londra, un’altra donna moriva allo stesso modo. La polizia non ha dubbi, deve trovare il serial killer che uccide due volte, lo stesso che, forse, qualche mese prima aveva pugnalato a morte due donne, a poche ore di distanza l’una dall’altra.
È Tom Thorne, geniale e scomodo detective della squadra investigativa, ad arrivare alla terribile conclusione: gli assassini sono due. Due killer che uccidono in sincronia, allo stesso modo.
Richard Tull e Gwyn Barry sono amici.
Hanno quarant’anni e, dopo gli studi insieme a Oxford, sono diventati entrambi scrittori.
Gwyn uno scrittore di successo. Richard un fallito.
Eppure era partito meglio dell’amico, aveva pubblicato un libro apprezzato dai critici ed era considerato una promessa. Adesso campa di recensioni, costretto a sorbirsi monumentali biografie di poeti minori.
Richard odia Gwin, vive di invidia per il suo successo. Non solo cerca vendetta, ma vuole elevare quella vendetta a forma d’arte. Per farlo, non esita a cercare l’aiuto di gente qualificata incaricandola di agire su molti fronti, tra cui l’aggressione personale.
Sebbene “ogni uomo sensibile ha diritto a una crisi di mezza età, Richard Tull ” però forse un uomo troppo sensibile, incapace di resistere al peso dell’informazione, di quella massa di notizie che rende tutti spettatori irrequieti e invidiosi dei successi e dei fallimenti altrui.
Richard Tull e Gwyn Barry sono amici.
Hanno quarant’anni e, dopo gli studi insieme a Oxford, sono diventati entrambi scrittori.
Gwyn uno scrittore di successo. Richard un fallito.
Eppure era partito meglio dell’amico, aveva pubblicato un libro apprezzato dai critici ed era considerato una promessa. Adesso campa di recensioni, costretto a sorbirsi monumentali biografie di poeti minori.
Richard odia Gwin, vive di invidia per il suo successo. Non solo cerca vendetta, ma vuole elevare quella vendetta a forma d’arte. Per farlo, non esita a cercare l’aiuto di gente qualificata incaricandola di agire su molti fronti, tra cui l’aggressione personale.
Sebbene “ogni uomo sensibile ha diritto a una crisi di mezza età, Richard Tull ” però forse un uomo troppo sensibile, incapace di resistere al peso dell’informazione, di quella massa di notizie che rende tutti spettatori irrequieti e invidiosi dei successi e dei fallimenti altrui.
Sono a Quay Street, a Galway, in Irlanda.
Entro da McDonagh’s Fish & Chips.
Ordino meluzzo fritto e patatine fritte, mi siedo.
Una coppia di 50enni poi rivelatisi cattolici di Boston-USA mi sentono parlare in italiano e mi chiedono in un bellissimo inglese: “Lo sai che hanno eletto il papa? E’ un tedesco, si chiama Ratzinger, si fa chiamare Benedetto sedicesimo”
Poi dopo avermi osservato per un po’ mi fanno: “Noi veniamo sempre qui ogni anno perche’ il cibo e’ buonissimo, scusa se ti abbiamo rovinato la cena”
Davvero gentili.
N.B. Il post e’ stato scritto il 24/04 notte ma datato il giorno dell’elezione e con l’ora della notizia da parte dei bostoniani.
Promemoria: Il viaggio in Irlanda è durato dal 16 al 23/04/2005.
A presto le foto…
Tutto ha inizio il primo gennaio 1880 quando al porto di Vigata attracca il battello “Re d’Italia”. Dal vapore scende un uomo apparentemente forestiero.
E’ invece Alfonso La Matina, ora farmacista, figlio di Santo ammazzato quando Alfonso aveva dieci anni.
Da quel momento in Vigata inizia una sequela di morti: nove in tutto, sette delle quali appartenenti alla famiglia del marchese Peluso.
Lo stesso autore spiega di aver intessuto una trama, del tutto inventata, dopo essere stato colpito da una battuta registrata ne “Inchiesta sulle condizioni sociali ed economiche della Sicilia del 1875-1876”.
Ad un certo punto dell’inchiesta un membro della commissione chiede al responsabile dell’ordine pubblico di un paesuzzo se fossero accaduti fatti di sangue in quell’anno, e l’intervistato rispondeva: “No. Fatta eccezione di un farmacista che per amore ha ammazzato sette persone”.
Partendo da un episodio accaduto nella Rai (alle cui dipendenza ha lavorato per oltre trent’anni), degli anni ’60, Camilleri trae spunto per una raccolta di “storie”, alcune vere altre inventate, che spiegano cosa sia la componenda ovvero quell’accordo tra parti che in Sicilia è sempre stato alla base dell’acquisizione del potere. E lo Stato italiano, quando s’infilò negli affari siciliani, dovette soggiacere a questa pratica tradizionale.
È nelle corde di Camilleri raccontare di “cose” siciliane specie quelle legate alla tradizione. Questo breve testo sta fra il saggio e il racconto popolare a sostegno della tesi che in Sicilia si viveva, e si vive, di componenda, di compromesso: anzi che la storia della Sicilia è tutta una grande componenda.
Un po’ comico, un po’ tragico: “La bolla di componenda” è un libro che non lascia indifferenti e ci fa capire ancora meglio la natura del siciliano, la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi comportamenti. Con il suo stile inconfondibilmente leggero, Camilleri spiega situazioni anche pesanti, soprusi e compromessi della Sicilia di ieri e di oggi quasi a sottolineare come il siciliano sia talmente schiavo della sua tradizione da averla stampata nel Dna. […] (E.Ga.)
Commenti chiusi
“I giorni di Perky Pat e altre storie” contiene otto racconti di Philip K. Dick scritti tra il 1953 e 1967, e propone un percorso nella narrativa breve dello scrittore, in cui è possibile identificare molti argomenti e intuizioni dei successivi romanzi.
Il libro contiene i seguenti racconti:
- I giorni di Perky Pat;
- La macchina salvamusica;
- Piccola città;
- La Cosa-Padre;
- Foster, sei morto;
- Oh, essere un Blobel!;
- La fede dei nostri padri;
- Quel che dicono i morti.
Vorrei mettervi a parte del fatto che, anche avendo un patrimonio cromosomico XY, sono 2 giorni che ho continui orgasmi multipli.
Il mio macellaio ha pure detto che, viste le tante richieste, ha finito il bambino da fare arrosto ma non mi interessa.
E voglio il filmato di Berlusconi a Ballarò che lo appendo in camera da letto.
Commenti chiusi
Vorrei mettervi a parte del fatto che, anche avendo un patrimonio cromosomico XY, sono 2 giorni che ho continui orgasmi multipli.
Il mio macellaio ha pure detto che, viste le tante richieste, ha finito il bambino da fare arrosto ma non mi interessa.
E voglio il filmato di Berlusconi a Ballarò che lo appendo in camera da letto.
Commenti chiusi