Dopo “La forma dell’acqua” e “Il cane di terracotta” questo è il terzo “giallo” di Andrea Camilleri ad avere come protagonista Salvo Montalbano, il commissario di stanza a Vigàta, “il centro più inventato della Sicilia più tipica”.
Questa volta Montalbano – preoccupato peraltro di evitare la promozione a vicequestore, che significherebbe compromissione burocratica e rinuncia ai propri capricci investigativi – sospetta l’esistenza di un collegamento tra due morti violente: quella di un tunisino imbarcato su di un motopeschereccio di Mazara del Vallo e quella di un commerciante di Vigàta accoltellato dentro un ascensore. Per Camilleri la Sicilia di oggi è fonte continua di ispirazione e di scoperta, di intrecci di romanzo poliziesco e di osservazioni su di un costume magari inquietante ma certamente non statico; soprattutto gli suggerisce un linguaggio, una parlata mai banale né risaputa. Tutto il contrario delle metafore viete e irritanti adoperate dagli uomini dei servizi segreti con i quali Montalbano si trova a scontrarsi duramente: figure retoriche sempre più incapaci di reggere il discorso della “ragion di stato” quando ormai, come osserva il nostro commissario, “praticamente serviamo due stati diversi”.
Mese: Maggio 2005
Il solito delitto di mafia, misterioso e intricato, a Vigàta, cittadina fantastica e metaforica in terra di Sicilia, dove Camilleri ambienta il suo secondo romanzo giallo, con protagonista il commissario Montalbano. Occhio e intelletto di giustizia, Montalbano risolve le sue inchieste, si direbbe, per affinità ambientale: è così perfettamente siciliano che ogni indizio per lui si trasforma in univoco messaggio di un codice conosciuto, da decrittare simbolo per simbolo, come una lingua arcaica che continua a parlare in forme nuove. Ma stavolta, in coda al delitto di mafia, se ne trova un altro, più conturbante e rituale: due cadaveri di giovani amanti abbracciati, nel doppio fondo di una grotta, sorvegliati da un enorme cane di terracotta. Un omicidio di cinquant’anni prima. E Montalbano indaga, con l’aiuto di una compagnia volenterosa di vecchietti: “un’indagine in pantofole, in case d’altri tempi, davanti a una tazza di caffè”. La Sicilia è terra che da sempre si presta al genere giallo e poliziesco, cui fornisce il suo teatro di contrasti e di arcaismi. Camilleri, però, del giallo siciliano è, in senso proprio, un innovatore. Una grazia particolare di raccontatore, una lingua che si modula senza sforzo e fastidi sul dialetto, una potenza di comicità, ma soprattutto vi aggiunge l’intuizione completa dei nuovi scenari, quel miscuglio di culture millenarie con ciò che i sociologi denominano “modernizzazione senza sviluppo “.
“Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva”. Questo ‘capire’ di Montalbano, essendo fondamentalmente un’immersione ambientale, un annusare, un soppesare a occhio, è distante dallo ‘spiegare’ deduttivo dei segugi d’impostazione scientifica. Ma non collima neppure col simpatetico ‘comprendere’ dei detectives più filantropi: anzi per il commissario di Vigata – celebre per il laconico sarcasmo – identificare la molla che fa scattare l’assassinio costituisce “la parte peggiore” della ricostruzione poliziesca.
“La considero la parte peggiore perché devo abbandonare i fatti concreti e inoltrarmi nella mente di un uomo, in quello che pensa. Un romanziere avrebbe la strada facilitata, ma io sono semplicemente un lettore di quelli che credo buoni libri”. E di comprensione per chi ammazza non se ne parla nemmeno.
“La voce del violino” è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e d’altro ancora. Soprattutto, è una storia di scambi: e Montalbano – delle cui vicende private rimaste in sospeso ne “Il ladro di merendine” seguiamo lo svolgersi – dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.
“Il mio era un paese di terra e mare. Aveva un hinterland abbastanza grande da potervi fare allignare i germi di una cultura contadina che s’intrecciavano, si impastavano con quelli di una cultura, più articolata e mossa, che era propria dei pescatori, dei marinai.
Dal tempo della mia infanzia molte cose sono naturalmente cambiate, in meglio o in peggio non m’interessa, ma proprio perché cambiate rischiano di perdersi, di svanire anche all’interno della memoria”.
Sentenze, detti, mimi, proverbi del parlare siciliano, raccolti e spiegati “geneticamente”, al modo del loro nascere da microepisodi variamente tramandati, micronarrazioni, o – come dice Camilleri – da “storie cellulari”.
Dopo quindici anni Neely Crenshaw torna nella sua cittadina, uguale a migliaia di altre nella profonda America.
Come tanti anche lui è stato richiamato dalla notizia che Eddie Rake, il mitico allenatore della squadra di football del liceo, sta per morire.
Ma chi era, veramente, Eddie Rake?
Per decenni quell’uomo aveva guidato la squadra degli Spartans attraverso una serie di trionfi, riempiendo a ogni partita uno stadio di duemila posti.
E aveva conquistato tutto ciò sottoponendo i suoi ragazzi a metodi degni del più accanito sergente dei marines.
Ma soltanto al funerale Neely Crenshaw scoprirà le verità che prima non aveva saputo vedere, e la lunga, coercitiva forza che quell’allenatore aveva esercitato su tutti.
Dopo quindici anni Neely Crenshaw torna nella sua cittadina, uguale a migliaia di altre nella profonda America.
Come tanti anche lui è stato richiamato dalla notizia che Eddie Rake, il mitico allenatore della squadra di football del liceo, sta per morire.
Ma chi era, veramente, Eddie Rake?
Per decenni quell’uomo aveva guidato la squadra degli Spartans attraverso una serie di trionfi, riempiendo a ogni partita uno stadio di duemila posti.
E aveva conquistato tutto ciò sottoponendo i suoi ragazzi a metodi degni del più accanito sergente dei marines.
Ma soltanto al funerale Neely Crenshaw scoprirà le verità che prima non aveva saputo vedere, e la lunga, coercitiva forza che quell’allenatore aveva esercitato su tutti.
A Londra, tre giovani reclute si preparano ad affrontare il loro primo giorno nella Polizia.
Sanno che quella è la loro unica occasione per gettarsi alle spalle un passato non troppo pulito.
Non sospettano di essere stati scelti per portare a termine un piano molto rischioso: infiltrarsi nei loschi affari dell’uomo più ricercato d’Inghilterra.
Ma quando saranno finalmente vicini a incastrare la loro preda, scopriranno che la linea che separa il bene dal male può essere talvolta troppo sottile…
A Londra, tre giovani reclute si preparano ad affrontare il loro primo giorno nella Polizia.
Sanno che quella è la loro unica occasione per gettarsi alle spalle un passato non troppo pulito.
Non sospettano di essere stati scelti per portare a termine un piano molto rischioso: infiltrarsi nei loschi affari dell’uomo più ricercato d’Inghilterra.
Ma quando saranno finalmente vicini a incastrare la loro preda, scopriranno che la linea che separa il bene dal male può essere talvolta troppo sottile…
– Questo mi ricorda la storia del giardino dell’Eden – disse Ford.
– Eh?
– Il giardino dell’Eden, quello con l’albero e la mela e quelli che danno un morso alla mela. L’hai presente?
– Sì, certo
– Be’, c’e’ questo Dio, il vostro Dio, che piazza un melo in mezzo al giardino e dice: “Ragazzi, fate quello che volete, ma non mangiate le mele”. caso straordinario, loro addentano una mela, ed ecco che lui ti salta fuori da dietro un cespuglio gridando: “Vi ho beccati, vi ho beccati!”. Non avrebbe fatto molta differenza se non avessero mangiato la mela.
– Perché no?
– Perché quando hai a che fare con quel tipo di dei, in trappola ci cadi sempre. Sai cosa avrebbe detto se non l’avessero mangiata?
– No. Che cosa?
– “Ma per Dio, ragazzi… cioè per me… non potevate prendere un morso dall’albero della conoscenza? Adesso sono costretto a cacciarvi perche’ non sopporto di stare con due ignoranti, io che so tutto”
Douglas Adams “Ristorante al termine dell’universo”
1 commento
Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare.
Un’uscita secondaria è prevista nei pressi di un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligenti, discendenti dalle scimmie.
Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso.
Viene a saperlo Ford Prefect, un alieno in incognito sulla Terra.
Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri.
E così, in compagnia dell’amico umano Arthur Dent, dell’ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l’universo.
