Blaze è un marcantonio cresciuto in un istituto dopo che il padre, alcolizzato, l’ha scaraventato giù dalle scale quando era bambino. La caduta gli ha provocato una diminuzione delle facoltà intellettive. Da grande si farà amico di un balordo di nome George che lo coinvolge in piccole truffe.
George convince Blaze a fare il colpo che li sistemerà per sempre: rapire l’erede di una famiglia facoltosa. Ma George muore prima di mettere a punto il piano.
Sarà Blaze quindi a portare a termine l’impresa, con l’aiuto di George che, benché defunto, continua a dargli dall’aldilà le malefiche dritte con cui l’ha condizionato nel corso della loro amicizia. La vicenda si complica quando Blaze si affeziona al piccolo rapito e non vuole restituirlo.
Mese: Ottobre 2007
Quando, da bambino, facevo qualcosa di sbagliato venivo prontamente apostrofato da mia madre con un “ma non ti vergogni?“. La vergogna è sempre stata un punto di riferimento per il mio fare. “Se lo facessi me ne vergognerei?” è sempre stata la domanda che mi ha portato avanti nella vita.
Uno poi cresce e, guardandosi intorno, (non tutti, molti guardano solo le moto di grossa cilindrata) crede di poter misurare gli altri secondo il proprio umile metro.
Ricordo di avervi già confessato i miei oscuri tracorsi di chierichetto, di quando frequentavo il mondo ecclesiastico. In quel periodo cercavano di allevarmi secondo dei precisi canoni di comportamento che fondamentalmente si potrebbero riassumere in:
Cerca di essere eticamente a posto. Se tu disgraziatamente non lo sarai io me ne accorgerò prima di te perché qualcuno (dito che indica il cielo) me lo dirà in anteprima mondiale. Quindi occhio!
Di striscio, uno potrebbe considerare che i seguaci del grande pipistrello siano dei cultori dell’etica e rifuggano sdegnati e pure un po’ schifati qualsiasi cosa possa dare loro vergogna.
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Quando inizia a lavorare al caso di Amadeo Brandolini, un pescatore morto suicida in un campo di prigionia nel Montana durante la seconda guerra mondiale, l’avvocatessa Mary DiNunzio, dello studio Rosato & Associati, ha l’impressione di fare un viaggio nella macchina dèi tempo. Viene infatti a sapere che allora tutti gli immigrati italiani furono schedati e diecimila di loro addirittura espulsi dagli Usa o internati. Indagando su questa oscura pagina di storia americana che tocca le sue stesse radici, Mary ricostruisce una vicenda emblematica della diffidenza statunitense verso gli italiani, che per anni hanno incarnato lo spettro dello straniero ostile, potenziale spia e infiltrato, da perseguire e perseguitare con disumano disprezzo dei più basilari diritti civili. Oltretutto, facendo ricerche nella Guantanamo ante litteram del Montana, la donna scopre anche che non si trattava di suicidio: quella morte, anzi, era il bandolo di una matassa che via via rivela interessi economici enormi, e persone determinate con ogni mezzo a difenderli…
…la data impressa a fuoco sul ginocchio fradicio.
Non scrivo sul blog da un po’ perché non ci riesco quando non sto bene.
Succede che al dolore al ginocchio si è unito un doloraccio alla schiena (credo il classico colpo della strega) quando ero appena uscito da una leggera bronchite con raffreddore a seguito.
Oggi Serena mi guarda compassionevole e fa: “Credo sia decisamente scaduta la garanzia!“
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Un nuovo caso per lo studio legale tutto al femminile Rosato & Associati che cade proprio come manna dal cielo. Sull’ufficio di Bennie Rosato, brillante avvocatessa italoamericana di Philadelphia, già afflitto da seri problemi di soldi, grava anche la minaccia di sfratto. Sebbene Bennie e le sue giovani e dinamiche collaboratrici non si diano per vinte e lavorino duramente per fronteggiare ogni emergenza, il sollievo è grande quando all’orizzonte compare un nuovo affascinante cliente, l’uomo d’affari francese Robert St Amien, con una causa tanto impegnativa quanto remunerativa. Ma, improvvisamente, Bennie non trova più il portafoglio e la sua vita diventa un incubo. Chi in città si spaccia per lei, rovinandole la reputazione e minandole la credibilità presso giudici e colleghi? Il gioco si fa ancora più duro quando St Amien viene assassinato. Bennie è costretta a lanciarsi a capofitto in un’indagine che conduce a una persona a lei troppo troppo vicina…
Eccoci di nuovo al mio compleanno. Come al solito non so cosa cazzo scrivere.
A voi pare facile dover scrivere una cosa quando dovete per forza o vi dicono di farlo (No! I copywriter che commentano sul mio blog non valgono).
Devo scrivere qualcosa di intelligente, sto per arrivare ai 40. Dicono che poi le cose peggiorano velocemente e magari il prossimo ottobre qui troverete solo dei mugolii bavosi.
Qualcosa che possa essere usato in frasi del tipo: “Si, adesso lo vedete così però quando aveva 39 anni era una mente fulgida e brillante, una pietra angolare dell’arguzia, un bastone d’olivo della sagacia, una babbuccia pelosa dell’acutezza e disse…”
Chi è l’assassino che si aggira per Ankh-Morpork?
Di lui si sa solo che lascia dietro di sé delle curiose tracce di argilla bianca.
Il comandante delle Guardie è determinato a fermarlo, ma lui e i suoi uomini (e i suoi troll, e compagnia bella) non riescono a cavare un ragno dal buco.
Persino quando una delle vittime viene uccisa con una pagnotta.
Persino quando l’indagine porta a un golem in pensione, a un drago vampiro e a un lupo mannaro vegetariano…
Volume n°19 della saga di Discworld
Volume n°3 della serie della Guardia cittadina
Chi è l’assassino che si aggira per Ankh-Morpork?
Di lui si sa solo che lascia dietro di sé delle curiose tracce di argilla bianca.
Il comandante delle Guardie è determinato a fermarlo, ma lui e i suoi uomini (e i suoi troll, e compagnia bella) non riescono a cavare un ragno dal buco.
Persino quando una delle vittime viene uccisa con una pagnotta.
Persino quando l’indagine porta a un golem in pensione, a un drago vampiro e a un lupo mannaro vegetariano…
Volume n°19 della saga di Discworld
Volume n°3 della serie della Guardia cittadina
Sono 2 giorni che mi fa male il ginocchio sinistro. Mi fa male perché, correndo l’altro ieri, mi faceva un po’ male il ginocchio destro e l’ho tenuto sotto controllo. Peccato non facessi caso a quello che stava succedendo al sinistro.
Il dolore mi fa un po’ incazzare e un po’ mi preoccupa. Non volendo stare fermo ho pensato di fare un giro in bici.
Fa freddo. Ho sentito tanto freddo benché avessi la maglietta da bici a maniche lunghe e il giacchettino sempre da bici; probabilmente è l’età.
Il percorso verde di Bastia è più verde di prima, stanno ricrescendo sia l’erba che i rovi ed è quasi deserto. Le papere sono in aumento e pure i germani; ho assistito a un raduno di almeno 20 individui sotto il ponte Milvio de noantri.
Fa veramente freddo. Devo riconsiderare in negativo il poter pedalare quest’inverno.
Fortunatamente se il ginocchio non mi si infradicerà potrò, bellissimo io, correre a piedi.
Novità!
Per la prima volta nella mia vita [applausi] sono uscito a correre [ohh di sorpresa] di mattina [rumore di corde insaponate, scatti di otturatori].
No, non fate gesti inconsulti. Vi ricordate? Sto cambiando.
A parte le normali conseguenze ad una simile affermazione da parte mia (se vi sembra strano allora non ci siamo mai conosciuti) mi è piaciuto correre di mattina e poi tornare a casa per il pranzo. Una specie di Mulino Bianco de noantri.
La cosa negativa è che il dolore alle giunture te lo senti per tutto il giorno. Passerà.
Percorrenza 4.1 km dalle 11.20 alle 12.00
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